Chiude dopo 60 anni l’amatissima edicola di Viserba: 'Si era creata una piccola famiglia'

Il titolare racconta i motivi dietro la chiusura e la comunità di Viserba si unisce nel salutare un luogo caro alle relazioni e alla cultura locale

12 novembre 2023 06:00
Chiude dopo 60 anni l’amatissima edicola di Viserba: 'Si era creata una piccola famiglia' - Il titolare Sandro Russo
Il titolare Sandro Russo
Condividi

Un’altra edicola di Rimini chiude i battenti. La notizia è rimbalzata sui social e ha provocato tante reazioni: da oggi (domenica 12 novembre) la Rosebud a Viserba non aprirà più.

“Era oramai l’unico posto di aggregazione rimasto a Viserba – racconta il titolare Sandro Russo – dove la gente si incontrava, dove si scambiavano due chiacchiere. Si era creata una comunità, una piccola famiglia”.

L’edicola, il cui nome è una citazione della slitta di Foster Kane, il personaggio interpretato da Orson Welles nel kolossal “Quarto potere” (la stampa, appunto), ha circa 60 anni di storia, gli ultimi dieci sotto la gestione di Sandro Russo: “Lavoravo nel campo della musica, ma dieci anni fa insieme alla mia ex compagna abbiamo rilevato quest’attività”. Ora Russo cambia nuovamente vita, lavorerà infatti nel campo della serigrafia. Ma c’è tanto dispiacere nel lasciare l’edicola, in un periodo storico, in cui le giovani generazioni stanno abbandonando la lettura, molto critico per questo tipo di attività.

“Negli ultimi anni c’è stato un forte calo di vendite, così un anno fa ho aperto anche una libreria”. All’inizio i risultati sono stati buoni: “Vendevo tanti libri, soprattutto nel periodo estivo. Poteva essere il mio valore aggiunto“. Non è stato così.

Rosebud chiude dunque e la notizia ha inevitabilmente scatenato i social, in particolare su una pagina dedicata a Viserba si sono scatenati gli immancabili dibattiti sullo stato del commercio riminese, su Ztl, viabilità e Parco del Mare. Tra i commenti però spiccano i tanti ringraziamenti che cittadini e turisti hanno voluto riservare a Sandro. “Un altro pezzo di Viserba che se ne va”, scrive qualcuno. Il mondo cambia, ma in un’epoca sempre più digitale c’è un forte senso di smarrimento per la perdita di luoghi in cui si sviluppavano relazioni.

ric. gia.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail