Chiusura piscina comunale di Rimini, la Lega attacca: "Scelta politica del Comune"
Matteo Zoccarato ed Enzo Ceccarelli: "Il gestore si era offerto di proseguire e di pagare la riqualificazione, perché la risposta è stata un no?"
I consiglieri della Lega Matteo Zoccarato ed Enzo Ceccarelli attaccano sulla gestione della vecchia piscina comunale al Flaminio, il cui ente responsabile è la Provincia, che da domani (31 marzo) chiuderà i battenti. I dubbi degli esponenti del Carroccio sono gli stessi sollevati dal comitato che si è battuto contro la chiusura della struttura: la perdita di lavoro per 10 persone e la difficoltà di chi, da altre zone di Rimini, dovrà raggiungere la nuova piscina nella parte nord della città, a Viserba, soprattutto nei periodi in cui sono organizzati eventi al quartiere fieristico. Poi, evidenziano i consiglieri, non si è considerato "il valore sociale" della piscina, il fatto che i suoi costi siano ridotti e quindi accessibili a tutti.
I due consiglieri leghisti evidenziano che le strutture avrebbero potuto coesistere, tanto più che il gestore attuale si era reso disponibile a continuare la gestione, facendosi carico degli investimenti necessari per la riqualificazione della struttura. "Chiediamo all'amministrazione di spiegare con chiarezza le ragioni per cui tale proposta sia stata respinta", evidenziano. "Sorprende ancora di più questa chiusura se si considera come, negli ultimi anni, il Comune abbia fatto ampio ricorso allo strumento del project financing, anche in operazioni che si sono rivelate fallimentari, dal Mercato Coperto ai campi della Gaiofana", sottolineando, chiosando poi: "Il Comune faccia chiarezza, senza ambiguità e senza scaricare altrove responsabilità che sono, evidentemente, politiche".
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