Circo Rolando Orfei, la replica degli animalisti: “Animali incompatibili con la vita circense”
Gli animalisti contestano l’utilizzo degli animali negli spettacoli e chiedono verifiche su regolamenti e autorizzazioni
Il Coordinamento No Circo con gli Animali replica alle dichiarazioni del Circo Rolando Orfei, contestando l’utilizzo degli animali negli spettacoli e denunciando presunte criticità nelle condizioni di detenzione e addestramento. Il coordinamento richiama inoltre una recente inchiesta della LAV e annuncia che proseguirà il confronto con l’Amministrazione comunale, chiedendo verifiche su autorizzazioni, regolamenti e possibili inadempienze.
La nota stampa del Coordinamento No Circo con gli Animali
In merito al comunicato scritto dai circensi del circo "Rolando Orfei", vorremmo fare alcune considerazioni a nome del Coordinamento No Circo con gli Animali:
L’utilizzo degli animali nei circhi rappresenta una pratica anacronistica che solleva problemi etici, biologici e naturalistici. Gli animali selvatici ed esotici possiedono bisogni etologici complessi che non possono in alcun modo essere soddisfatti all'interno di un circo, struttura itinerante. Dal punto di vista etico, privare un essere senziente della propria libertà e ridurlo a un mero strumento di intrattenimento umano costituisce una forma di prevaricazione ingiustificabile, che ignora totalmente il valore della vita dell’animale stesso. I ritmi del circo
impongono condizioni incompatibili con il benessere delle specie impiegate. Grandi felini, camelidi, equidi, e primati trascorrono la maggior parte del tempo subendo continui spostamenti all'interno di camion e rimorchi. Questa sistematica privazione dello spazio e della possibilità di esprimere i comportamenti naturali genera nei soggetti uno stato di stress cronico, evidenziato spesso dall'insorgenza di stereotipie e disturbi comportamentali gravi. L'addestramento necessario per far compiere agli animali esercizi innaturali si basa inevitabilmente sulla coercizione. Per sottomettere e costringere questi animali ad esibirsi davanti a un pubblico vengono frequentemente utilizzati metodi punitivi, isolamento e privazione del cibo. Questo processo di condizionamento spezza la natura dell'animale, trasformando la sua spontaneità in un'obbedienza dettata dalla paura, in aperta violazione dei principi fondamentali del rispetto e della tutela della vita.
L'ultima grande inchiesta della LAV (Lega Antivivisezione), diffusa a luglio 2026, svela il "Sistema Circhi" in Italia. Un investigatore infiltrato per quattro mesi (da gennaio a maggio 2026) nel Circo Medini e in 19 strutture in 9 regioni ha documentato gravi maltrattamenti fisici e psicologici sugli animali, oltre a irregolarità lavorative.
Oltre alle implicazioni etiche dirette sugli animali, il circo tradizionale veicola un messaggio altamente diseducativo, soprattutto per le giovani generazioni. Mostrare un leone che salta attraverso cerchi sospesi, vederlo salire su piedistalli mantenendosi in equilibrio su due o quattro zampe e altro
sfigura la reale natura di queste creature, insegnando ai bambini che il dominio dell'uomo sulla natura e la privazione della libertà altrui sono forme accettabili di divertimento. Un'educazione empatica e moderna dovrebbe al contrario valorizzare il rispetto e la tutela della fauna nel suo habitat naturale.
Il tavolo di confronto è già aperto con l’amministrazione comunale, dopo aver verificato il mancato recepimento
di parte del regolamento e l’esistenza di un regolamento debole che produce quindi autorizzazioni facili.
In merito alle presunte offese e violenze verbali che i circensi imputano agli animalisti, abbiamo screenshot e documentazione che attestano come le presunte violenze verbali siano proprio dei sostenitori del circo con animali, non tanto di animalisti del coordinamento!
Il coordinamento No Circo con gli Animali andrà avanti nelle sedi preposte per verificare responsabilità e inadempienze da parte del circo e dell’amministrazione stessa.
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