CNA Rimini: il piccolo credito resta troppo caro e frena investimenti e crescita delle microimprese

I prestiti sotto i 50 mila euro continuano ad avere tassi elevati: servono finanziamenti più accessibili per sostenere gli investimenti

10 luglio 2026 11:28
CNA Rimini: il piccolo credito resta troppo caro e frena investimenti e crescita delle microimprese -
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Come accade alla pompa di benzina, anche allo sportello bancario il costo del denaro sale rapidamente ma scende con molta più lentezza. Una dinamica che continua a penalizzare soprattutto le micro e piccole imprese, chiamate a sostenere costi più elevati proprio per i finanziamenti di importo ridotto. È quanto emerge dall'elaborazione di CNA sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese al 31 dicembre 2025, che evidenzia come il credito di piccolo importo continui ad avere un costo significativamente superiore rispetto ai prestiti di maggiore entità. Si tratta di una criticità che riguarda direttamente le imprese artigiane e le microimprese, che più frequentemente ricorrono a finanziamenti da 30, 40 o 50 mila euro per acquistare nuovi macchinari, innovare i processi produttivi, investire nella digitalizzazione, sostenere il capitale circolante o garantire la continuità dell'attività.

Le ricadute sono particolarmente rilevanti anche per il territorio riminese, dove il tessuto economico è composto prevalentemente da artigiani, microimprese e attività del commercio, del turismo e dei servizi. In questo contesto, il costo del credito continua a rappresentare uno dei principali ostacoli agli investimenti e allo sviluppo. A livello nazionale, il TAEG medio dei finanziamenti destinati agli investimenti si attesta al 3,96%, ma sale al 6,08% quando l'importo richiesto non supera i 50 mila euro. Ancora più pesante il quadro per i prestiti destinati alla liquidità, dove il tasso medio raggiunge l'8,73% proprio nella fascia di finanziamento maggiormente utilizzata dalle piccole imprese. Nel Nord-Est, area che comprende anche l'Emilia-Romagna, i tassi risultano leggermente inferiori alla media nazionale, ma rimangono comunque elevati per le operazioni di importo contenuto.

«Il tema assume un rilievo particolare nella nostra provincia – sottolinea Davide Ortalli, direttore generale di CNA Rimini –. I più recenti dati della Camera di Commercio evidenziano infatti una contrazione del credito alle imprese, soprattutto di quelle di minori dimensioni. È un segnale che conferma come l'accesso ai finanziamenti rimanga un nodo strategico per la competitività del territorio».

Per CNA Rimini è quindi necessario favorire condizioni di accesso al credito più eque, riducendo il divario tra i tassi applicati ai piccoli e ai grandi finanziamenti. Rendere più accessibile il credito alle microimprese significa sostenere gli investimenti, favorire l'innovazione e rafforzare la capacità competitiva di un sistema produttivo che rappresenta la spina dorsale dell'economia locale e nazionale.

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