Concessioni balneari, Legacoop boccia il Governo: "Passo indietro, lascia dubbi e incertezze"

Concessioni balneari, il decreto del Consiglio dei Ministri suscita preoccupazione in Legacoop Romagna

A cura di Riccardo Giannini Redazione
05 settembre 2024 14:10
Concessioni balneari, Legacoop boccia il Governo: "Passo indietro, lascia dubbi e incertezze" -
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“Un passo indietro anche rispetto alla Legge 118/2022 del Governo Draghi: non scioglie i dubbi e lascia molte incertezze”. Così il direttivo di Legacoop Romagna sul Decreto Legge emanato dal Consiglio dei Ministri sulle concessioni demaniali marittime. Un provvedimento che, attacca Legacoop, arriva dopo “un grave ritardo che ha messo a rischio la continuità stessa del settore”.

“Balza subito agli occhi come molte delle scelte fatte dal Governo non colgano le indicazioni giunte in questi anni dalle cooperative e dalle associazioni. Auspichiamo quindi che il Decreto possa essere discusso e migliorato attraverso il confronto con le associazioni del settore e gli enti locali prima della sua conversione definitiva in legge”, evidenzia Legacoop, che ribadisce il plauso per le linee guida proposte dalla Regione Emilia Romagna.

“Rappresentano già il punto di riferimento per superare molti di questi limiti”, è il giudizio di Legacoop, che si auspica che la Regione “continui a lavorare per definire e sostenere le linee strategiche unitarie sulle concessioni a sostegno del nostro modello turistico, fatto di migliaia di imprese familiari, lavoro, associazioni e cooperative”.

Concessioni balneari, l’analisi di Legacoop

A preoccupare in particolar modo Legacoop è la riduzione degli indennizzi “senza considerare il reale valore commerciale dell’impresa come previsto dal Decreto Draghi”.

Allo stesso tempo “non sono considerati minimamente gli investimenti collettivi a valenza pubblica, come il servizio di salvamento o la duna invernale, che rappresentano una caratteristica tipica e fondante del nostro modello turistico e delle nostre comunità”.

Anche Legacoop individua delle criticità: “Quali sono le garanzie affinché la proroga al 2027 sia reale e non facilmente impugnabile come quelle precedenti? Quali sono le indicazioni sul numero delle concessioni possibili per concorrente?”.

Inoltre si evidenzia l’assenza della possibilità per gli enti locali di integrare quanto già disciplinato: “L’unica notizia positiva riguarda la premialità per chi ricava il proprio reddito principale dalle attività sulle concessioni”.

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