Continuano le truffe agli anziani in Valmarecchia: 1500 euro di gioielli rubati ad una 76enne
I truffatori si spacciano per carabinieri e chiedono denaro o oggetti preziosi
Continuano le truffe agli anziani in Valmarecchia. Il caso più eclatante delle ultime settimane riguarda una 76enne di Verucchio, contattata da un uomo che si è spacciato per un carabiniere di Santarcangelo. Il modus operandi sempre lo stesso: chiedere soldi o averi per aiutare un familiare in pericolo. Il truffatore ha detto alla donna che il marito era rimasto coinvolto in una rapina e che era necessario recuperare tutti i gioielli preziosi che aveva in casa e affidarli ad una collega che sarebbe passata a prenderli. La 76enne è riuscita a mettere insieme monili per oltre 1.500 euro e li ha poi consegnati all’uomo che si è presentato alla porta dicendo di essere un carabiniere. Quando si è resa contro della truffa, ormai era troppo tardi.
Non si tratta di un caso isolato. A Pennabilli una 80enne è stata contattata da un finto carabiniere che la convocava in caserma per una pratica inerente al marito. In questo caso la truffa non è riuscita perchè la donna era vedova da anni e ha subito denunciato l'accaduto. Falito anche un altro tentativo di truffa ad una coppa di anziani in Alta Valmarecchia. Una chiamata che avvisava l'arrivo di un agente a casa loro, incaricato di pesare l'oro che avevano in casa. Iniziativa particolare che ha insospettito la coppia che ha riagganciato.
Dal Comando provinciale dell’Arma arriva l’invito a prestare la massima attenzione alle telefonate di persone che si spacciano per appartenenti alle forze dell’ordine, soprattutto quando vengono raccontate situazioni che coinvolgono familiari, come incidenti o altri episodi delicati. Il consiglio è di interrompere immediatamente la conversazione e contattare un familiare o il 112, preferibilmente da un altro telefono, perché i truffatori possono mantenere la linea occupata per diversi minuti anche dopo che la chiamata è stata interrotta. Massima cautela, ricordano inoltre i carabinieri, anche nei confronti di presunti tecnici di acqua, luce o gas che si presentano alla porta sostenendo di dover intervenire per inesistenti guasti o perdite.
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