Cosa resterà di Rimini - Novafeltria, il derby che ha sorpreso l'Eccellenza
Il Rimini vince, ma deve migliorare gioco e condizione fisica. Il Novafeltria perde, ma fa una buona figura
"Cosa resterà di questi anni '80?", cantava Raf in uno dei suoi brani più iconici. Le estati degli anni '80 (e '90) a Novafeltria regalavano sensazioni ben diverse ai suoi abitanti, rispetto a oggi. Il vecchio anticiclone delle Azzorre garantiva giornate calde, ma decisamente miti rispetto a quelle infuocate dell'anticiclone africano. Bambini e bambine rimanevano in casa nel primo pomeriggio, poi alle 16 tutti a giocare all'aria aperta. Oggi, a quell'ora, si rischia un'ustione o un colpo di calore. La piazza Vittorio Emanuele era più popolata, specie nelle ore serali. E in estate, spesso, giravano per la piazza uomini, con la stessa divisa (di rappresentanza), che attiravano gli sguardi delle ragazze, colpite da quei fisici atletici, e dei ragazzi, che sognavano di fare del calcio, la loro passione, un lavoro. Quegli uomini erano appunto i calciatori del Rimini, al tempo squadra professionistica, che dopo l'allenamento, prima di ritirarsi nelle camere dell'hotel Magda, vivevano l'atmosfera del paese. In quegli anni, infatti, la squadra di calcio biancorossa trascorreva il ritiro precampionato a Novafeltria, ancora terra marchigiana (provincia di Pesaro) e ancora terra dal clima più respirabile rispetto all'afosa Rimini, città di mare dai tassi di umidità più alti e meno sopportabili.
Domenica scorsa Rimini e Novafeltria si sono ritrovate, sul campo da calcio. Lo facevano nelle estati dei ritiri biancorossi: la prima "sgambata" era sempre Rimini contro Novafeltria. Domenica lo hanno fatto per la seconda giornata di Eccellenza, ma a Rimini, nel glorioso (benché un po' malandato) stadio Neri. In palio punti veri: da una parte i padroni di casa, squadra dall'organico ricco di giocatori di categoria superiori e affidata a un allenatore di grande esperienza, Massimo Gadda. Dall'altra parte una squadra di giovani, la maggior parte di Novafeltria, affidata a Massimo Mancini, avvocato e tecnico di lunga esperienza nel calcio "minore", che con i gialloblù ha rilanciato la sua carriera. In campo, come da pronostico, ha vinto il Rimini, ma il punteggio non deve ingannare. Il Novafeltria è stato in partita fino al 90', quando è arrivato il gol del raddoppio di Zannoni. Filippo Mancini, tra i migliori in campo, aveva sprecato a inizio ripresa la palla del pareggio. In tribuna tanti tifosi della squadra di casa, ma anche una nutrita rappresentanza ospite. Qualche novafeltriese (pochi in verità) ha preferito non concedere deroghe: ha tifato Rimini, come sempre, anche contro la squadra della propria città. Qualcuno, di fronte a questa scelta, ha storto il naso. Novafeltria non sempre riesce a fare comunità; ma quando lo fa, si fa sentire, eccome, unita e vincente. Quindi ha sorpreso qualche voce fuori dal coro (del tifo).
Il campo, naturalmente, ha offerto tanti spunti. Il Rimini è squadra di blasone, costruita per vincere. Non dovrà distrarsi: le insidie sono sempre dietro l'angolo. La squadra deve migliorare gioco e condizione. Intanto sono arrivati 6 punti su 6, la porta è inviolata, Cicarevic segna e incanta, il riminese Alessandro Fabbri corre come un treno sulla fascia nonostante i suoi 36 anni, Bertani e Maggioli dominano i duelli grazie alla loro fisicità, De Angelis dirige l'orchestra e Zannoni, un ex Pietracuta, reclama spazio a suon di gol. Il Novafeltria, sull'altro versante, può essere contento dell'ottima prova in un contesto così importante. Tanti osservatori "neutrali" hanno visto ancora una volta il valore di questa squadra, un collettivo che sviluppa interessanti trame di gioco, sotto la regia di capitan Giacobbi. Filippo Mancini, con la sua velocità e le sue doti tecniche, ha attirato l'attenzione degli spettatori, ma una menzione va fatta anche per i due terzini, Pietro Guerra (per lui era un derby nel derby: è cresciuto nelle giovanili del Cesena) e Michelangelo Carbonara. Anche il portiere Balducci non ha tremato tra i pali del Neri: si è preso anche gli applausi per una paratona su Cicarevic. Per i gialloblù, al termine della giornata, zero punti, ma un carico di emozioni che cristallizzeranno i ricordi di una domenica speciale. Per i cittadini e tifosi, il ricordo del giorno in cui Novafeltria è stata (meritatamente) al centro dell'attenzione. Per i calciatori, inoltre, una bella dose di autostima, per aver ben figurato in un campo che ha ospitato, in passato, squadre di Serie B. Ovviamente questo non dovrà fare abbassare la guardia, far perdere l'umiltà e quella determinazione che lo scorso anno hanno permesso di raggiungere risultati insperati anche in situazioni di emergenza di organico. Sabato si torna all'Urbini-Casali e ci sarà una matricola da non sottovalutare, la Valsanterno. Con il Rimini è stata "la prima volta" in gare ufficiali e lo sarà anche sabato con i valligiani. Sulle tribune ci saranno meno tifosi, e l'auspicio è che Novafeltria si ricordi sempre della sua squadra di calcio, non solo quando si ritrova a calcare un palcoscenico inaspettato come quello dello stadio Neri.
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