Costi insostenibili e reti vuote: è allarme rosso per la piccola pesca

La denuncia di Davide Vasini, presidente della Rete Piccola Pesca Costiera dell'Emilia-Romagna: "Rischiamo un inverno catastrofico"

A cura di Glauco Valentini Redazione
23 settembre 2026 11:41
Costi insostenibili e reti vuote: è allarme rosso per la piccola pesca -
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Le barche della piccola pesca costiera sono ferme lungo tutta la costa romagnola, da Porto Garibaldi a Cattolica. Gli operatori denunciano una situazione sempre più difficile: le uscite in mare non garantiscono più un pescato sufficiente a coprire i costi. Scarseggiano lumachine di mare, sogliole, canocchie e il pesce destinato alla pesca con le reti da imbrocco. Il mare, denunciano i pescatori, "è ormai deserto", mentre in alcuni tratti la presenza di mucillagine continua a complicare ulteriormente il lavoro.

"Abbiamo provato a uscire anche in questi giorni – spiega Davide Vasini, presidente della Rete della Piccola Pesca Costiera dell'Emilia-Romagna – ma non c'è più nulla. Le barche sono ferme e davanti a noi vediamo un inverno che rischia di essere catastrofico. Saremo costretti a valutare il disarmo delle imbarcazioni per limitare almeno le spese, ma questo crea un problema anche rispetto ai nuovi strumenti di sostegno".

La preoccupazione non riguarda solo la scarsità del pescato, ma anche la sostenibilità economica delle imprese. Il costo del gasolio continua a pesare sui bilanci e, quando le uscite non producono un quantitativo sufficiente, anche una giornata di lavoro può trasformarsi in una perdita.

La situazione si inserisce in un quadro già difficile per il comparto. La stessa Regione, nei documenti e negli interventi più recenti, ha riconosciuto le criticità della pesca emiliano-romagnola, alle prese negli ultimi anni con mucillagine, anossia, specie aliene, aumento dei costi e calo della redditività. Secondo i dati regionali, tra il 2015 e il 2025 la piccola pesca ha registrato un ridimensionamento delle catture e dei ricavi, con una vulnerabilità economica maggiore rispetto alle flotte di dimensioni più grandi.

Gli operatori guardano ora con apprensione ai prossimi mesi. "Solo come contratto di rete siamo 44 imprese e circa 50 barche ferme – conclude Vasini –. Considerando anche le altre realtà, arriviamo a circa 100 imbarcazioni nei porti che non escono più. Se la situazione non cambia, questo inverno saremo costretti a fermare anche le ditte. Il nostro è un grido d'allarme: la situazione è davvero difficile e per la piccola pesca si prospetta un inverno durissimo".

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