Costrinsero la figlia a sposarsi in Bangladesh: genitori a processo a ottobre
L'indagine, denominata "Saman 2" portò all'arresto a Rimini dei 2 coniugi
Si aprirà il 20 ottobre prossimo, davanti al Gup di Rimini Raffaella Ceccarelli, il processo in abbreviato condizionato per due genitori originari del Bangladesh, accusati di maltrattamento in famiglia e induzione al matrimonio. Lo riferisce l'Ansa. Moglie e marito, di 42 e 55 anni, difesi dagli avvocati Valentina Vulpinari e Maurizio Ghinelli, erano stati arrestati dal nucleo investigativo dei carabinieri di Rimini al termine dell'indagine coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani. I due genitori che vivono e lavorano a Rimini avevano convinto la figlia a recarsi in Bangladesh nel dicembre del 2024 e a sposare un uomo di 10 anni più grande di lei. Dopo il matrimonio combinato, la ragazza che all'epoca aveva 21 anni era stata segregata una decina di giorni in un appartamento, priva del cellulare e del passaporto, e imbottita di sonniferi e tranquillanti.
La giovane aveva chiesto aiuto tramite un'amica ai servizi sociali italiani e quindi ai carabinieri che avevano arrestato i genitori. L'indagine dei carabinieri era stata denominata operazione "Saman 2", con riferimento alla giovane pakistana uccisa dalla famiglia nel 2021. Il prossimo 20 ottobre quindi, i legali dei genitori chiederanno l'ammissione all'abbreviato condizionato all'escussione di alcuni testimoni. Al giudice i difensori hanno già fatto pervenire la documentazione sul risarcimento del danno morale. La figlia, infatti, per tramite della sua legale, l'avvocata Monica Miserocchi, ha fatto sapere di aver accettato la procura speciale con la quale i genitori le hanno donato un appartamento in Bangladesh. La ragazza, arrivata in Italia all'età di 7 anni, da quando si è rifiutata di vivere secondo le usanze del suo Paese di origine è stata ospite di una comunità.
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