Crescono infortuni sul lavoro nel Riminese: "Il quadro è preoccupante"
Cgil Rimini: "Preoccupa raddoppio casi in settori come costruzioni, logistica e ristorazione, e l’insorgenza di infortuni in comparti precedentemente immuni"
Aumentano ancora gli infortuni in Emilia-Romagna. Innanzitutto nel primo mese del 2026 sono morte due persone per causa di lavoro (1 nel 2025). Sono stati 5.482 gli infortuni denunciati nel solo mese di gennaio (+6,9% sullo stesso periodo 2025), con età media prevalente tra i 41 ed i 65 anni; sono ancora i settori dell’industria e dei servizi quelli maggiormente coinvolti.
In Provincia di Rimini, confrontando gennaio 2025 con gennaio 2026, si riscontra un aumento del 20,3% degli infortuni sul lavoro, un aumento maggiore rispetto al dato regionale; inoltre Rimini è il territorio con l’aumento maggiore di denunce rispetto al resto delle province.
In generale la fascia di età dove si è concentrata la maggior parte degli infortuni è stata quella 41-65 anni (48,2%), ma con un modesto aumento di infortuni che hanno coinvolto anche ultra sessantacinquenni. A gennaio i settori che in provincia di Rimini contano il maggior numero di infortuni sono quelli delle attività di servizi e alloggio e ristorazione, costruzioni e sanità/assistenza sociale.
Per quanto riguarda le malattie professionali il dato a gennaio 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025, conta già 41 denunce. Si tratta in questo caso di un aumento del 13,9%. Il 48,8% delle denunce di malattia professionale in provincia di Rimini a gennaio ha riguardato donne, essendo 20 su 41 (in aumento rispetto allo stesso periodo del 2025, quando le denunce da parte di donne erano state 12).
"I dati di gennaio 2026 delineano per la provincia di Rimini un quadro critico e allarmante. Con un incremento degli infortuni del 20,3%, Rimini è la provincia che cresce di più in Emilia-Romagna. Preoccupa non solo il raddoppio dei casi in settori come costruzioni, logistica e ristorazione, ma anche l’insorgenza di infortuni in comparti precedentemente immuni. La dinamica in atto suggerisce che la crisi economica stia erodendo l'attenzione verso la sicurezza: i ritmi lavorativi aumentano per massimizzare il profitto immediato a discapito della salute. Questa precarietà colpisce duramente le fasce giovani, i lavoratori extra-UE e le donne, queste ultime particolarmente esposte all'aumento delle malattie professionali. Il forte incremento delle patologie del sistema nervoso e lo spettro del mesotelioma confermano un modello organizzativo che trascura la persona. Infine, il raddoppio degli infortuni mortali in Emilia Romagna e il fenomeno degli infortuni tra gli studenti, nella fascia di età fino a 14 anni, impongono un'azione urgente e coordinata con le istituzioni per fermare questa deriva", commenta Francesca Lilla Parco, segretaria generale Cgil Rimini.
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