Crisi Aeffe, Nicola Marcello: "Il governo c'è, la Regione Emilia Romagna?"
Il consigliere di Fratelli d'Italia ha presentato un'interpellanza in Regione
La crisi del Gruppo Aeffe approda in Assemblea legislativa regionale. Il consigliere di Fratelli d’Italia Nicola Marcello ha depositato un’interpellanza alla Giunta dell’Emilia-Romagna sulla procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda della moda, che coinvolge complessivamente 221 lavoratori su 658 e colpisce in modo particolarmente pesante lo stabilimento di San Giovanni in Marignano.
Aeffe, realtà storica e di rilievo nazionale, ha avviato la procedura il 7 ottobre 2025 per ragioni organizzative e produttive. Secondo i dati riportati nell’atto, circa il 78 per cento degli esuberi riguarda il sito romagnolo, con un impatto occupazionale definito “gravissimo” per il territorio. Dopo la chiusura negativa della fase sindacale, la vertenza è proseguita al Ministero del Lavoro, senza arrivare a un accordo, mentre il Governo ha confermato la propria disponibilità ad accompagnare la gestione della crisi, chiedendo all’azienda un piano industriale credibile e aprendo anche alla valutazione di strumenti straordinari di sostegno.
Nell’interpellanza Marcello sottolinea come l’Esecutivo nazionale abbia assunto un ruolo attivo, arrivando a ipotizzare un intervento pubblico a tutela del polo produttivo, mentre sul fronte regionale – a suo avviso – resta da chiarire quale sia il reale impegno operativo. Il consigliere evidenzia inoltre come la procedura colpisca in modo significativo l’occupazione femminile e rischi di disperdere competenze qualificate costruite negli anni, alimentando un clima di forte preoccupazione tra lavoratori e famiglie.
Da qui la richiesta alla Giunta di spiegare se intenda limitarsi a una presenza formale ai tavoli istituzionali o se sia pronta a mettere in campo misure regionali concrete, dalle politiche attive del lavoro alla formazione e alla ricollocazione, attraverso l’Agenzia regionale per il lavoro. Marcello chiede anche tempi certi e risorse dedicate, affinché i segnali positivi del mercato del lavoro a livello nazionale non vengano vanificati, in Emilia-Romagna, da una gestione ritenuta insufficiente delle crisi industriali più delicate.
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