Cristiano Varotti annuncia la candidatura a sindaco di Novafeltria

L'intervista: "Con Novafeltria un legame mai interrotto. Se eletto, sarò sindaco a tempo pieno"

13 giugno 2026 06:00
Cristiano Varotti annuncia la candidatura a sindaco di Novafeltria - Cristiano Varotti
Cristiano Varotti
Condividi

Cristiano Varotti ha scelto di mettersi in gioco per la sua Novafeltria, annunciando la corsa a sindaco in vista delle elezioni amministrative della primavera 2027. Nato in paese, a luglio compirà 44 anni, e la sua storia personale e professionale si è sviluppata tra il territorio d’origine e il mondo: dagli studi in Relazioni Internazionali tra Bologna e Firenze, agli anni di lavoro nelle Marche, fino al lungo trasferimento in Cina, dove ha vissuto per oltre un decennio occupandosi di cooperazione istituzionale, sviluppo economico e promozione dell’Italia all’estero.

Per molti anni ha lavorato tra Changsha e Shanghai, ricoprendo anche incarichi consolari e, più di recente, ruoli di responsabilità in Enit, l’Agenzia Nazionale del Turismo, con competenze sui mercati asiatici e sulla promozione internazionale del Paese. Un percorso professionale ampio e internazionale che, però, non ha mai reciso il legame con le sue radici.

Novafeltria, racconta Varotti, è sempre rimasta il suo punto di riferimento: il luogo dell’infanzia, delle amicizie, delle partite ai giardinetti e sotto i portici, ma anche il posto in cui ha sempre immaginato di tornare. Rientrato stabilmente in Italia nel 2022, oggi divide la vita tra Novafeltria, Pesaro e Roma insieme alla moglie Dongmei e ai figli Nicolò e Sofia. Negli ultimi anni il suo impegno per il territorio si è tradotto anche in iniziative concrete, come la fondazione dell’associazione Supernova, attiva in progetti sociali e culturali e nella gestione di una sezione di Casa Monti.

Intervista al candidato sindaco di Novafeltria Cristiano Varotti

Da dove nasce la volontà di impegnarsi in prima persona per Novafeltria?

Amo Novafeltria e, più in generale, tutta l’Alta Valmarecchia. Il mio senso di appartenenza è sempre stato profondamente radicato in questo territorio, e in particolare nel paese in cui sono nato e cresciuto. Anche quando mi trovavo a diecimila chilometri di distanza, tornavo qui appena possibile, perché per me casa è sempre stata Novafeltria. Per motivi di lavoro ho vissuto lontano per alcuni anni, ma Novafeltria non si è mai allontanata da me. Mi ha accompagnato ovunque, dall’altra parte del mondo. Qui ho trascorso l’infanzia, tra le partite a pallone ai giardinetti e al campo del prete; qui ho vissuto l’adolescenza, sotto i portici del Comune o al campo rosso, condividendo luoghi, amicizie ed esperienze che hanno contribuito a formare la persona che sono oggi. Proprio questo legame profondo con la mia comunità mi ha spinto, appena rientrato in Italia, a fondare Supernova, un’associazione che realizza progetti sociali e culturali a Novafeltria e che oggi gestisce una sezione di Casa Monti. È stato il modo più naturale per restituire qualcosa a un territorio che mi ha dato tanto. Mi sono sempre sentito parte attiva di questa comunità e credo che ogni cittadino abbia il dovere di contribuire, secondo le proprie possibilità, al bene comune. Io penso di poter offrire molto, mettendo a disposizione esperienza, competenze e creatività. Ho un carattere che mi porta a impegnarmi in prima persona: quando ritengo che qualcosa sia importante o necessaria, sento la responsabilità di lavorare affinché diventi realtà. Se anni fa non fossi partito per la Cina per motivi professionali, probabilmente il mio impegno politico per Novafeltria sarebbe iniziato molto prima. Oggi, però, considero quell’esperienza un valore aggiunto: mi ha permesso di conoscere realtà diverse, acquisire nuove competenze e maturare una visione più ampia, che ora desidero mettere al servizio della mia comunità.

Nelle ultime settimane la notizia della sua possibile candidatura ha generato discussioni e commenti sui social, con alcune voci che hanno sollevato perplessità sulle motivazioni della sua scelta e sul suo legame con il territorio. Come risponde a queste osservazioni?

Sul mio legame con il territorio credo che parlino i fatti. Sono nato qui, qui sono cresciuto, qui ho costruito gran parte delle mie relazioni e qui ho scelto di investire tempo, energie e risorse attraverso il mio impegno associativo e culturale. Su questo, francamente, non credo ci sia molto da discutere. In questa fase della mia vita, nella gerarchia delle priorità vengono prima la mia famiglia e subito dopo Novafeltria. È peraltro una convinzione che mi accompagna da sempre e che ha orientato molte delle scelte che ho compiuto negli ultimi anni. Le osservazioni che mi sono state rivolte riguardano soprattutto il fatto che oggi non sia formalmente residente in paese, anche se passo più tempo qui che altrove e la finestra di casa mia affaccia proprio su Palazzo Segni. Comprendo l'obiezione, ma credo che il valore di una candidatura si misuri soprattutto dalla qualità dell'impegno che una persona è disposta a mettere al servizio della comunità. Attualmente lavoro a Roma, mia moglie a Pesaro e per motivi professionali viaggio frequentemente all'estero. Questa è la realtà della mia vita oggi. Proprio per questo, però, desidero essere molto chiaro: se i cittadini in futuro dovessero affidarmi la responsabilità di guidare Novafeltria, il mio impegno sarà totale. Mi occuperò del mio paese a tempo pieno. Credo che il ruolo di Sindaco richieda presenza, dedizione e disponibilità quotidiana. Amministrare un Comune è un grande onore, ma anche una responsabilità enorme, che non può essere affrontata nei ritagli di tempo tra un impegno di lavoro e un altro. Novafeltria merita un Sindaco che dedichi tutte le proprie energie alla comunità e alle sue sfide. È questo l'impegno che mi assumo fin da ora: esserci ogni giorno, ascoltare, lavorare e rendere conto del mio operato. Perché il legame con un territorio non si misura da un indirizzo scritto su un documento, ma dalla volontà concreta di costruirne il futuro.

Quali sono gli argomenti che ritiene prioritari per il futuro di Novafeltria?

Le priorità per il futuro di Novafeltria sono molte, ma alcune vengono prima di altre. La prima è restituire alla comunità la sua scuola elementare, formalmente inagibile dal 2023, e rafforzare i servizi per le famiglie. Una comunità che vuole guardare al futuro deve partire dai bambini, dalla scuola e dalla qualità della vita di chi sceglie di vivere e crescere qui. La seconda riguarda il tessuto economico del paese. Dobbiamo sostenere il commercio di prossimità e le attività che continuano a rappresentare un presidio fondamentale per la vita del centro e delle frazioni. Allo stesso tempo, occorre attrarre nuovi investimenti, sfruttando strumenti e opportunità di finanziamento che esistono già a livello regionale ma che finora non sono stati per nulla valorizzati. Urgente è anche riportare le frazioni al centro dell'azione amministrativa. Troppo spesso hanno dovuto contare esclusivamente sull'impegno e sulla buona volontà dei cittadini e delle associazioni. Credo invece che debbano tornare a essere protagoniste delle scelte che riguardano il futuro del nostro territorio. Ci sono poi due questioni strategiche sulle quali Novafeltria non decide direttamente, ma rispetto alle quali non possiamo permetterci passi indietro: la tutela dell’ospedale e il miglioramento della viabilità. Sul primo fronte, è necessario continuare a impegnarsi affinché il Sacra Famiglia venga rafforzato nei servizi sanitari pubblici che offre, a partire dall’incremento del personale medico e dal consolidamento delle sue funzioni ospedaliere. Quanto alla viabilità, condivido la necessità di realizzare collegamenti più rapidi e sicuri, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle caratteristiche che rendono unica la nostra valle. Sul fronte della riqualificazione urbana, ritengo necessario un ripensamento complessivo del centro storico. Penso ai giardinetti, agli spazi pubblici e ai luoghi di aggregazione che possono tornare a essere punti di riferimento per giovani, famiglie e anziani. In particolare, credo che il futuro di Novafeltria si giochi in larga misura nell'area che comprende l'ex stadio comunale, la piscina-palestra in fase di demolizione e il campo del fiume. È l'ultima grande opportunità di sviluppo e ricucitura urbana a disposizione del capoluogo: occorre una visione ambiziosa, capace di integrare questi spazi e di metterli al servizio della comunità. Credo inoltre che Novafeltria debba assumere un ruolo guida nella promozione dell'intera Alta Valmarecchia. Abbiamo un patrimonio paesaggistico, culturale ed enogastronomico straordinario, che merita di essere valorizzato attraverso una strategia condivisa tra amministrazioni, operatori turistici, associazioni e imprese. Per questo proporrei la convocazione degli Stati Generali del Turismo dell'Alta Valmarecchia, con l'obiettivo di costruire una strategia comune e un piano di sviluppo concreto. All'interno di questa strategia, infine, Novafeltria deve finalmente avere l'ambizione di progettare eventi capaci di attrarre visitatori dall'esterno e generare ricadute positive per tutto il territorio. Per riuscirci sarà fondamentale creare una collaborazione stabile tra associazioni, attività economiche e istituzioni, trasformando le tante energie presenti nella nostra comunità in una forza organizzata e duratura.

Come si immagina il metodo di lavoro nei prossimi mesi?

In realtà questo percorso è già iniziato da alcuni mesi. Abbiamo costituito un primo gruppo di lavoro che si sta occupando di elaborare una visione complessiva per il futuro di Novafeltria e, parallelamente, sono nati due gruppi nelle realtà di Secchiano e Perticara, con l'obiettivo di garantire un confronto diretto e costante con tutto il territorio. Finora ci siamo confrontati su alcuni grandi temi che riteniamo strategici per il futuro della comunità: riqualificazione urbana, turismo, cultura, eventi, ambiente e politiche per i giovani. Allo stesso tempo abbiamo iniziato una serie di sopralluoghi nelle frazioni, perché amministrare un Comune significa prima di tutto conoscerlo a fondo, comprenderne le criticità, ma anche individuarne le potenzialità spesso inespresse. Questo progetto si chiama Novafeltria Futura e nasce da una convinzione semplice: le idee migliori emergono quando si mettono insieme competenze, esperienze e sensibilità diverse. Per questo non intendiamo costruire un programma chiuso nelle stanze, ma un percorso aperto e partecipato. A partire dal mese di settembre presenteremo ufficialmente il progetto e avvieremo una fase di lavoro strutturata attraverso tavoli tematici dedicati ai principali ambiti di intervento. Sarà un'occasione per ascoltare, raccogliere proposte e trasformarle in una visione concreta per il futuro del paese. Le porte saranno aperte a tutti coloro che condividono l'amore per Novafeltria e la volontà di contribuire, con idee e impegno, a renderla una comunità più forte, più attrattiva e più viva.

Se dovesse sintetizzare la sua visione per Novafeltria nei prossimi cinque-dieci anni, quale sarebbe l’obiettivo principale che vorrebbe raggiungere?

Se dovessi sintetizzare la mia visione per Novafeltria in tre parole, sceglierei coraggio, ambizione ed entusiasmo. Coraggio di affrontare problemi che da troppo tempo attendono risposte. Ambizione di immaginare un futuro all'altezza delle potenzialità del nostro territorio. Entusiasmo, perché senza energia positiva e fiducia nelle proprie capacità nessuna comunità riesce davvero a crescere. Sono convinto che Novafeltria abbia tutte le caratteristiche per recuperare, nei prossimi anni, il proprio ruolo naturale di punto di riferimento per l'intera vallata, come centro di servizi, commercio, cultura e relazioni. Per riuscirci non possiamo limitarci a imitare modelli altrui. Dobbiamo avere la capacità di costruire una nostra strada, valorizzando ciò che rende unico questo territorio e sviluppando una visione che sappia coniugare qualità della vita, coesione sociale, sostenibilità e opportunità economiche. Il mio obiettivo è che tra cinque o dieci anni Novafeltria venga percepita non come un'area marginale che cerca di resistere al cambiamento, ma come una comunità dinamica, attrattiva e capace di innovare senza perdere la propria identità. Una comunità che trattiene i giovani, attrae nuove famiglie, sostiene le imprese e valorizza il proprio patrimonio ambientale e culturale. C'è poi un obiettivo che sento anche sul piano personale. Mi piacerebbe poter accompagnare i miei figli, Nicolò e Sofia, nella nuova scuola elementare di Novafeltria. Sarebbe il segno concreto di una comunità che ha scelto di investire nel proprio futuro. E avrebbe per me un significato particolare, perché rappresenterebbe un ideale passaggio di testimone tra generazioni: mio nonno contribuì a inaugurare l'ospedale Sacra Famiglia, io vorrei contribuire a restituire ai bambini di Novafeltria la loro scuola.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail