Croazia in un sorso, guida smart all'assaggio
Breve viaggio guidato tra vitigni autoctoni
Ecco uno spunto per i curiosi che desiderano visitare la splendida Croazia e assaggiarne alcuni vini.
Il primo sorso in spiaggia
Il mio viaggio nel gusto è iniziato direttamente in spiaggia il primo giorno appena arrivata, ispirata da un vino rosato leggero e fresco. Si tratta di un blend composto dall'80% di Merlot e dal 20% di Cabernet Sauvignon, coltivati su terreni di argilla che donano una spiccata mineralità tipica del territorio.
Dal colore rosa tenue, al naso esprime note fresche e fruttate di lamponi, fragoline di bosco e rosa. Al palato è secco, morbido, con una vivace acidità e un finale pulito. Ho amato poterlo bere in totale libertà, anche se – nota di rammarico – il calice non era adatto come piace a me! Mi raccomando richiedetelo rigorosamente fresco, a una temperatura ottimale di 8–10 °C.
Il pranzo con vista e il Pošip
Per il secondo assaggio ho preferito attendere il pranzo del giorno dopo. Diciamo la verità: bere un calice di giorno fa vedere tutto sotto una luce diversa! La mia scelta è caduta su un Pošip 2025, uno dei vitigni a bacca bianca più importanti, storici e affascinanti della Dalmazia. Originario dell'isola di Korčula (Curzola), è celebre per essere stato il primo vino bianco croato a ricevere lo status di Indicazione Geografica Protetta.
Il suo colore varia da un giallo paglierino limpido con riflessi verdolini nelle versioni giovani, fino a un dorato intenso in quelle più strutturate. Al naso è un’esplosione di profumi mediterranei: frutta a polpa bianca e gialla (albicocca, pesca e agrumi), erbe aromatiche e fiori di mandorlo. Pur nascendo in climi caldi, mantiene un'acidità vibrante che bilancia una gradazione alcolica moderato-alta (tra i 12,5% e i 14%). Al palato è rotondo, di corpo medio, con un finale che sfuma su note di mandorla amara. Ho scelto di abbinarlo a un piatto di quinoa con pomodorini freschi, avocado, fagioli e trancio di salmone alla griglia, servito al ristorante Ventula all'interno del nostro resort.
Gita fuori porta: Malvasia Istriana
Il terzo giorno abbiamo programmato un pranzo fuori e ho avuto l'opportunità di assaggiare la celebre Malvasia Istriana, anche la cameriera si è sorpresa per la mia euforia nell’averla trovata! Questo generosissimo vitigno dà vita a vini da mediamente forti a forti ed esistono principalmente tre tipologie: quella da tavola, più semplice; quella fresca con il marchio di qualità IQ (Istrian Quality), ed infine quella invecchiata, che esce sul mercato dopo almeno due anni dalla vendemmia.
L'ho abbinata a un antipasto di mare (alici, spada marinato, baccalà mantecato e una tartare di tonno e capperi, quest'ultima un po’ diversa dallo stile italiano) e a un piatto di tagliatelle verdi ai frutti di mare. Eravamo alla Konoba Bepo, una taverna tradizionale a Nin (Nona). Il locale è accogliente e l'ambiente familiare, ma per esperienza mi sento di consigliare meglio gli antipasti o i risotti piuttosto che i primi piatti. Nota dolente: i prezzi a mio avviso sono un po' elevati rispetto alla qualità offerta.
Relax sul Rooftop con il Souvignon Blanc
Il giorno seguente siamo rimasti nel resort per goderci il Rooftop del Ventula Restaurant & Lounge, un'esclusiva terrazza panoramica con piscine a sfioro, musica, zone solarium e cabanas che consiglio vivamente. L'Erdoro Sauvignon Blanc è un vino bianco fermo di a qualità prodotto dalla storica cantina Podrum Mladina, in Croazia. Si tratta di un'interpretazione fresca, precisa e spiccatamente varietale, fortemente ispirata allo stile. Ho scelto di abbinare un semplice crostino.
Pranzo a bordo piscina con il Korčulanka
Qui mi sono lasciata sorprendere dal Korčulanka, un cuvée (blend) di uve bianche autoctone dell'isola di Korčula che mi ha piacevolmente colpita.Data la location non mi aspettavo un granchè di scelta, ed invece.. È composto principalmente dal vitigno Cetinka, che dona freschezza e acidità, arricchito da piccole percentuali di altri vitigni che completano il bouquet. Si presenta con un colore giallo paglierino chiaro e brillanti riflessi verdolini. Al naso offre aromi discreti di agrumi, mela verde, e lievi sentori salini. In bocca è leggero, con una gradazione moderata (tra gli 11,5% e i 12,5%) e una pulizia che lo rende estremamente beverino e rinfrescante. L'ho abbinato in tutta semplicità a un'insalata nizzarda.
L'incontro magico a Zara: la Maraština
Nell’ultimo giorno di soggiorno abbiamo deciso di visitare la città di Zara, una cittadina ricca di storia, ed avevo deciso di cercare una Winery ‘ che mi ispirasse.
Il caso mi ha guidata all’interno della città dove ho trovato una cantina davvero favolosa, un piccolo giardino a cielo aperto, una location suggestiva incastonata tra le mura della città, piena di angoli accoglienti con specchi, cornici appese alle pareti di mattoni e piante a impreziosire gli spazi. Ancor di più lo è stata la signora Anna che nonostante i cancelli chiusi a pranzo, ha deciso di farmi entrare per raccontarmi brevemente la storia delle loro vigne e produzione coltivano diverse uve, tra cui Syrah e Merlot e ancora di regalarmi una dello loro bottiglie di miglior rosato (Rosè Fiolic’ ancora da aprire). Gentilezza e cordialità di quel genere sono molto rare e difficili da dimenticare.
Come ultimo assaggio ho voluto provare la loro eccellenza locale: la Maraština. È stata un'incredibile esplosione di sapori in cui si ritrova tutto il territorio: profumi di mare e di fieno si fondono a una spiccata freschezza, lasciando in bocca un sapore piacevolmente prolungato, lo si può trovare anche con più corpo quando viene invecchiato nelle botti di legno.
Se volete approfondire questo è il nome della cantina da cercare https://popij.me/.
Ogni viaggio è come un dono, un mattone prezioso con cui edifichiamo la nostra anima. Giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro, il nostro bagaglio personale si riempie di storie, volti e paesaggi che cambiano il nostro modo di vedere la vita. La bellezza più grande di questo patrimonio sta nell'idea di poterlo custodire e tramandare a chi verrà dopo.
Enjoy.
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