Cure oncologiche: in Valmarecchia il trasporto è un diritto per tutti

Nell’entroterra romagnolo l’Unione di Comuni rafforza la mobilità gratuita verso l’Ausl: volontari aiutano pazienti fragili nelle cure.

A cura di Riccardo Valentini Redazione
21 gennaio 2026 09:08
Cure oncologiche:  in Valmarecchia il trasporto  è un diritto per tutti  -
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In un’area di 330 kmq dove la viabilità complessa e l’indice di vecchiaia pesano sulle famiglie, l’Unione di Comuni consolida il piano di mobilità gratuita per chi deve affrontare i cicli di cura negli ospedali dell’Ausl Romagna. Con il supporto dei volontari e un protocollo rigoroso di presa in carico dal domicilio all’ambulatorio, il welfare locale risponde alle fragilità dell’entroterra, sollevando i pazienti e i loro cari dall’onere logistico ed economico delle trasferte.

Non è solo un viaggio, è un’alleanza terapeutica. In un territorio dove la bellezza delle colline si scontra con una geografia che isola e frammenta, l’Unione dei Comuni della Valmarecchia lancia un segnale forte: nessuno deve essere lasciato solo nel momento della malattia. Il servizio di accompagnamento e trasporto socio-sanitario per i pazienti oncologici non è più una fase sperimentale, ma un pilastro consolidato di quella infrastruttura umana necessaria a garantire il diritto alla cura. L’Alta Valmarecchia è un gigante geografico di 330 chilometri quadrati caratterizzato da una densità abitativa estremamente diversificata, che scende sotto i 10 abitanti per chilometro quadrato in centri come Casteldelci. In questo scenario, dove l’indice di vecchiaia supera in alcuni casi il 300% e le frazioni sono spesso inadeguatamente collegate dai mezzi pubblici a causa di una viabilità complessa, la mobilità rappresenta la prima, vera barriera sanitaria. Il presidio ospedaliero Sacra Famiglia di Novafeltria, per le sue dimensioni e specializzazioni, non può effettuare trattamenti radio e chemio terapici, costringendo i residenti a trasferte estenuanti verso gli altri ospedali dell’Ausl Romagna per cicli medi di almeno 25 sedute. Si tratta di un carico logistico ed economico che rischia di schiacciare le famiglie già provate dalla diagnosi. Per rispondere a questa emergenza, il sistema pubblico ha messo in campo un piano economico solido che vede 31.000 euro a carico dell'Unione, integrati da 15.000 euro del Fondo regionale non autosufficienza. Questo investimento garantisce la totale gratuità del servizio per i cittadini residenti nei comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello e Montecopiolo, eliminando ogni diseguaglianza nell'accesso alle cure. La gestione operativa è affidata all'Aovam, l'Associazione oncologica e del volontariato Valmarecchia, che agisce come un braccio operativo dei Servizi sociali dell'Unione. Il protocollo di assistenza è rigoroso: il volontario preleva il paziente direttamente al domicilio, lo accompagna fin dentro l’ambulatorio specialistico e resta a disposizione per tutta la durata del trattamento per garantire il rientro immediato. Una centrale operativa dedicata raccoglie le prenotazioni ogni giorno feriale entro le ore 12:00 del giorno precedente, ottimizzando i percorsi anche nel caso di più pazienti con orari coincidenti. L'obiettivo è sollevare le famiglie dall'onere del trasporto, permettendo loro di concentrarsi sul supporto al proprio caro e potenziando una rete di assistenza che non lascia indietro nessuno, nemmeno nelle frazioni più distanti dell'entroterra.

“Il nostro impegno prioritario è abbattere ogni ostacolo che si frappone tra il cittadino e il suo diritto alla salute”, spiegano dai Servizi sociali dell’Unione dei Comuni della Valmarecchia. “In un territorio vasto e complesso come il nostro, il trasporto sociale non è un semplice servizio logistico, ma un atto di cura profondo che restituisce dignità e serenità alle famiglie colpite dalla malattia oncologica. Grazie alla collaborazione con il volontariato, trasformiamo la distanza in vicinanza, garantendo che nessuno debba rinunciare o faticare per accedere a terapie vitali”.

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