Cure primarie negate, Rimini risponde con una rete di ambulatori sociali

Assessore Gianfreda: "Ampliamo l’assistenza sanitaria di base per restituire dignità alle persone più fragili"

A cura di Redazione
12 gennaio 2026 14:10
Cure primarie negate, Rimini risponde con una rete di ambulatori sociali - L'assessore Kristian Gianfreda
L'assessore Kristian Gianfreda
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La mancanza di cure primarie, l’impossibilità o l’incapacità di accedere ai servizi sanitari di base è l’aspetto che più incide sulla qualità della vita di coloro che si trovano in condizioni di forte vulnerabilità o di povertà estrema, influendo oltre che sulla salute anche sulla dignità dell’individuo. Una barriera che Comune di Rimini, Azienda sanitaria e realtà del terzo settore vogliono provate a ridurre attraverso gli ambulatori per persone in condizione di fragilità, una rete di spazi diffusi sul territorio in grado di offrire servizi sanitari, assistenza, cure per dare così una risposta ai bisogni sanitari e sociali delle persone e delle famiglie più esposte.

Il progetto - rientra nelle attività programmate dal Distretto di Rimini - si sviluppa mettendo in sinergia e potenziando le attività e le esperienze di Caritas Rimini, Madonna della Carità, ONLUS “La Filigrana”, Rumori Sinistri e Opera Sant’Antonio per i Poveri, soggetti partner dell’iniziativa individuati attraverso istruttoria pubblica e già da anni impegnati in prima linea nell’assistenza ai più fragili - senza dimora, migranti, donne vittime di sfruttamento, persone prive di copertura sanitaria o con risorse economiche insufficienti - anche in ottica di prevenzione e promozione alla salute.

Il primo presidio è l’Ambulatorio “Nessuno Escluso”, a cura di Caritas Rimini. Già dal 2017 nella sede di via Madonna della Scala offre assistenza sanitaria di primo livello, mentre da quest’anno sarà possibile mettere a disposizione anche prestazioni odontoiatriche attraverso apposite convenzioni e la collaborazione solidale di specialisti. L’obiettivo per il 2026 è aprire un ambulatorio oculistico negli spazi del nuovo centro servizi bassa soglia di via de Warthema.

La Filigrana è un poliambulatorio sociale promosso da APG23 che mette a disposizione delle persone in condizioni di marginalità prestazioni sanitarie specialistiche gratuite o a offerta libera. Nel 2025 sono stati oltre 400 gli accessi al poliambulatorio, dove opera un’equipe multidisciplinare di professionisti volontari. Tra le specializzazioni già attive quelle di ginecologia e dermatologia, che si andranno a potenziare per cercare di arrivare ad un maggior numero di utenti.

Storico punto di riferimento in ambito sociale è quello di Opera Sant’Antonio per i Poveri, che distribuisce gratuitamente farmaci alle persone indigenti (906 confezioni di farmaci consegnate a 476 persone nel 2025). Lo spazio della mensa dei frati diventerà un punto di ascolto per agevolare l'accesso ai servizi socio-sanitari e ai percorsi di inclusione, facilitando l'intercettazione dei bisogni di salute più complessi.

Il quarto ‘ambulatorio’ è rappresentato dallo “Sportello d’ascolto e orientamento per la salute”, che va a rafforzare l’esperienza condotta in questi anni da Rumori sinistri. Lo sportello vuole essere uno spazio d’ascolto sul tema dell’accesso alla salute e contrasto alle disuguaglianze sanitarie con particolare attenzione alle donne in condizione di grave emarginazione e alla salute ginecologica. Le aperture saranno garantite da personale sanitario volontario (medico ginecologo, ostetrica, assistente sociale e sanitaria, sociologa) con la supervisione delle operatrici sociali dell’Associazione Rumori Sinistri.

Il valore di questo progetto è duplice – sottolinea l’assessore alle politiche sociali Kristian Gianfreda - In primo luogo perché si occupa di ampliare l’offerta di assistenza sanitaria di base nei confronti delle persone più ai margini, più nascoste o invisibili, che non hanno i mezzi, gli strumenti e le capacità per potersi prendere cura della propria salute. Aumentare questi servizi significa inoltre promuovere la prevenzione, nella prospettiva di limitare l’accesso alle cure a favore di una qualità della vita migliore e il più dignitosa possibile. In secondo luogo questa rete di ambulatori dà valore e rafforza le esperienze virtuose e la dedizione straordinaria delle realtà del terzo settore attive nei confronti delle persone più ai margini, azioni rese possibili grazie al lavoro e al cuore dei volontari e all’impegno dei professionisti della sanità che mettono a disposizione tempo e competenze per aiutare gli ultimi”.

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