Da Mozart alla Palestina, passando per Amleto e il delitto d’onore: a Poggio Torriana il teatro è riflessione

La rassegna “Mentre Vivevo” torna con la dodicesima edizione: sei appuntamenti tra musica, teatro contemporaneo, memoria, conflitti e temi sociali, dal 27 settembre all’8 dicembre

17 settembre 2026 16:27
Da Mozart alla Palestina, passando per Amleto e il delitto d’onore: a Poggio Torriana il teatro è riflessione - Da sx: Saverio La Ruina (ph La Pera), Giulio Cavalli e Alessio Lega
Da sx: Saverio La Ruina (ph La Pera), Giulio Cavalli e Alessio Lega
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Giunta alla sua dodicesima edizione, la rassegna Mentre Vivevo curata dall’associazione quotidianacom nello spazio della Sala Teatro di Via Costa del Macello 10 a Poggio Torriana, si riconferma uno spazio di ricerca, attraversamento e riflessione sui linguaggi della scena contemporanea, della musica e del teatro civile. Il programma di questo quadriennio d'autunno accoglie maestri, voci d'autore, ensemble cameristici e drammaturgie d'ascolto, proponendo un percorso che intreccia l'indagine storica con la ferita del presente, la forma classica con la sperimentazione sonoro-performativa.Dalle celebrazioni mozartiane alle geografie di lotta e di memoria, dalla decontrazione dell'ascolto al buio alle anatomie della propaganda e della violenza patriarcale, fino alla frammentazione identitaria del linguaggio: Mentre Vivevo non si limita a mostrare, ma si offre come un cantiere aperto, una chiamata all'ascolto attivo e al confronto diretto tra artisti e pubblico.

Inaugura la musica domenica 27 Settembre con il Quintetto Cameristico Riminese e il Trio d’ance "Amarcord", formazioni composte da Renzo Angelini, Antonio Cavuoto, Michele Ceccarelli, Luigi Ermanno Corbelli, Fabio Fabbrizioli e Alessandra Montali. La celebrazione del 270° anniversario della nascita di W. A. Mozart diventa l'occasione per indagare la continuità della grande tradizione classica e la sua capacità di dialogare con la sensibilità moderna. Il passaggio dal rigore formale mozartiano alle riscritture per fiati e alle colonne sonore del Novecento (Morricone, Rota, Piazzolla) mostra come la musica da camera sia una materia viva, capace di evocare memorie collettive e suggestioni cinematografiche.

L'ascolto radicale e la tragedia dell'identità è la proposta di domenica 11 Ottobre con Amleto al buio, di e con Roberto Latini, attore, autore, regista, fondatore di Fortebraccio Teatro. In questo “al buio”, l'Amleto si moltiplica, da Shakespeare, da Heiner Müller, altri poeti e da tutti le riscritture che abbiamo potuto tentare.

Le parole si fanno suono, il corpo si sospende e nega ogni narrazione, tra tragedia e contemporaneo. Gli spettatori dotati di cuffie, si aggiungono privatamente al sentire d’insieme, in un’esperienza immersiva e onirica. Un’esperienza teatrale radicale che porta lo spettatore nel cuore dell’ascolto. Ogni appiglio visivo è ridotto al minimo e la voce di Roberto Latini, nella sua nuda vibrazione, invitata e sollecitata negli ambienti sonori creati da Gianluca Misiti, diventa architettura emotiva e drammaturgica.

Domenica 25 Ottobre l’evento organizzato in collaborazione con Circolo dei Malfattori e Regione Emilia-Romagna vedrà i conflitti politici e la resistenza urbana animare il racconto cantato di Alessio Lega Quando Genova fu in Palestina: luglio 2001. 25 anni fa a Genova la grande manifestazione per contestare il G8 si trasformò nella più grave sospensione dei diritti civili nel dopoguerra in Europa. La mattanza della scuola Diaz, le torture di Bolzaneto, l'omicidio di Carlo Giuliani sono eventi tragici che hanno scosso una generazione, e si sono riverberati in poesie, romanzi, film, ma soprattutto in canzoni. Quando Genova fu in Palestina è lo spettacolo di teatro-canzone che racconta quei fatti, quelle voci, quelle speranze che sono state violentemente represse, ma che non si sono spente e ancora ci interrogano sulla nostra società e sul senso della democrazia. Alessio Lega è uno dei cantastorie più attivi della sua generazione. Con lui sul palco il fisarmonicista/cantautore Davide Giromini, anche lui presente a Genova nel 2001.

Sempre incentrato sul conflitto Israelo-palestinese l’intervento di Giulio Cavalli previsto per domenica 8 novembre dal titolo Come siamo arrivati fino a qui? Israele e Palestina fra storia, occupazione e propaganda.

Giulio Cavalli, giornalista, autore, teatrante, attivista della Global Sumud Flottilla per l’Italia, in un dibattito dal palco aperto al confronto, alle domande, all’approfondimento del pubblico, ripercorre le tappe storiche principali del conflitto Israelo-Palestinese per decifrarne le narrazioni contemporanee: dagli insediamenti nei Territori occupati al ruolo della propaganda, dal peso dell’economia e delle condizioni di vita quotidiane fino all’evoluzione delle posizioni europee e italiane.

Una pomeriggio insieme per risalire alle fonti, mettere ordine tra fatti e interpretazioni e capire, con chiarezza e senza semplificazioni, come siamo arrivati fino a qui.

La violenza patriarcale e la condizione femminile sono al centro di Dissonarata, un delitto d’onore in Calabria di e con Saverio La Ruina, proposto per domenica 22 Novembre in collaborazione con il Comune di Poggio Torriana per la Giornata a contrasto della violenza sulle donne. Nel lavoro Premio UBU 2007 “Migliore attore italiano” e “Miglior nuovo testo italiano”, La Ruina traccia un parallelo sottile ma spietato tra le storie delle donne del sud Italia del secolo scorso-vittime del delitto d'onore e di regole oppressive-e le condizioni di subordinazione ancora presenti nel "villaggio globale".

Nello spettacolo risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud, di madri, di nonne, di zie, di loro amiche e di amiche delle amiche, di tutto il parentado e di tutto il vicinato. E, tra queste, una in particolare. La “piccola”, tragica e commovente storia di una donna del nostro meridione. Dal suo racconto emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un’amara ironia.

Domenica 6 Dicembre quotidianacom presenta in anteprima la produzione Tautoritratto realizzata con Gruppo alla Gola, formazione nata da un progetto laboratoriale condotto da Roberto Scappin e composta da Linda Bivona, Kristian Fabbri, Elisabetta Guiduzzi, Maurizio Paris, Nena Romualdi, Patty Valeri, Nicola Zoppi e la partecipazione di Paola Vannoni.

Ispirato ad Autoritratto di Édouard Levé, la performance si sofferma sui meccanismi del pensiero e sulla frammentazione dell'identità. Tautoritratto, dove tauto è un prefisso o primo elemento di parole composte derivato dal greco: "lo stesso" o "identico". Viene utilizzato nel linguaggio scientifico per indicare uguaglianza o identità.

Nello spazio della performance un ipotetico "coro" di voci femminili e maschili intonerà la sequenza dei pensieri generati dall'apparente anarchia, dalla disordinata attività della mente in funzione "involontaria" che coglie al volo. Ogni parola è una "macchina culturale" capace di organizzare attese e sorprese nel tempo. Una lingua è fatta di relazioni, proposizioni semplici in strutture più ampie e complesse. Che lingua parla la nostra mente? Pensando un linguaggio "nuovo" che non fa calcolo e calco della realtà, si allarga il mondo.

Martedì 8 dicembre chiude la rassegna il consueto appuntamento con il Cinema per Famiglie e l’inaugurazione del Presepe in collaborazione con il Comune di Poggio Torriana e Gli Amici del mulino Sapignoli Aps.

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