Dai porti dell’Adriatico all’Oceano Indiano: parte da Spalato il progetto europeo Circe
Il progetto dell'Università di Macerata e della startup riminese Approdi
Dai porti dell'Adriatico, come quelli di Ravenna, Spalato e Rimini, alle coste dell'Oceano Indiano, passando per il Mediterraneo. Proprio in questi giorni prende il via il nuovo progetto di ricerca internazionale, curato dall'Università di Macerata, in collaborazione con la start-up riminese Approdi. Il progetto ‘Circe’ è stato finanziato dall’Unione Europea con oltre 800mila euro, nell’ambito del programma Horizon Europe - Marie Skłodowska-Curie ed ha ottenuto una delle valutazioni più alte a livello europeo: 99,4/100.
Il progetto, della durata di 4 anni, intende rileggere il patrimonio culturale controverso, alla luce delle grandi trasformazioni storiche e sociali che hanno segnato l'Europa e l'Africa. Monumenti, opere d'arte, immagini e beni immateriali che ancora oggi suscitano dibattiti, perché legati a conflitti storici, comunità emarginate o rappresentazioni discriminatorie.
A guidarlo è Giuseppe Capriotti, professore di storia dell’arte moderna al Dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo, dell’Università di Macerata. A operare concretamente ci sarà un consorzio, internazionale e intersettoriale, che vedrà lavorare insieme le università di Madrid, Spalato, Genova, Tunisi e Pwani University di Kilifi in Kenya, l'associazione croata di artisti e curatori museali Hulu, il collettivo artistico Africa Nomads Art Space di Mombasa, l'associazione Mdinti, che riunisce imprenditori della medina di Tunisi, e la società Approdi di Rimini. Sarà proprio Approdi a curare il nuovo linguaggio del progetto Circe attraverso l’audiovisivo. L’obiettivo sarà quello di costruire un lungometraggio sul progetto, da promuovere in tutto il mondo.
Prima tappa di questo lungo viaggio che toccherà luoghi in Romagna, Spagna, Croazia, Tunisia, Kenya? Questo mese di febbraio a Spalato. L’obiettivo è duplice: da un lato creare un quadro teorico per riconoscere e interpretare questo tipo di patrimonio; dall’altro, offrire strumenti concreti per la sua valorizzazione, come un atlante tematico, un glossario multilingue e attività di formazione per operatori culturali e turistici.
“Il progetto Circe è un progetto di mobilità. Ricercatori, operatori, fonici, registi si muoveranno attraverso l’Europa e l’Africa. Questo mese di febbraio la prima tappa sarà a Spalato, Tunisi a maggio, giugno a Madrid e poi dicembre in Kenya. Ne seguiranno tante altre per un progetto che durerà ben 4 anni”, commenta Sergio Canneto, tra i fondatori di Approdi. I porti saranno al centro dell'attenzione del progetto: “Quello di Mombasa, prima arabo poi diventato portoghese, poi tornato arabo per finire nelle mani della Gran Bretagna. I porti sorprendono perché lasciano tracce, memorie, divengono dei luoghi comuni di racconti e immaginari. Ma sorprendono anche perché a volte tutto viene dimenticato e scompare, quasi cambiassero identità. Tante parti del nostro patrimonio culturale sono state rimosse. Pensiamo alle operazioni delle grandi dittature del passato che nella e/o con la distruzione di monumenti e icone, tentavano di cancellare il passato e gestire la direzione delle opinioni. Anche Ravenna e Rimini saranno oggetto degli studi dei ricercatori".
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