Decreto Lavoro, Zanzini promuove il governo: "Bene così. Salario minimo? No, salario giusto"

"Confcommercio Rimini continuerà a lavorare, insieme alle altre parti sociali, per promuovere un mercato del lavoro sano, equo e competitivo”, evidenzia

30 aprile 2026 12:57
Decreto Lavoro, Zanzini promuove il governo: "Bene così. Salario minimo? No, salario giusto" - Zanzini presidente di Confcommercio Rimini
Zanzini presidente di Confcommercio Rimini
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Gianmaria Zanzini, presidente della Confcommercio Rimini, plaude al Governo per il nuovo Decreto Lavoro, in particolare per lo stanziamento di quasi un miliardo di euro a sostegno dell'occupazione e per le misure mirate a favorire l'assunzione di donne e giovani, le categorie più svantaggiate, anche nel nostro territorio, secondo i dati ufficiali dell'Istat.

Concetto chiave, messo in evidenza dalla Confcommercio, è la volontà dell'esecutivo di mettere al centro il rispetto dei contratti collettivi di lavoro, punendo chi li aggira, soluzione ritenuta più percorribile del ricorso al salario minimo. "Questo decreto, per la prima volta, richiama esplicitamente la contrattazione collettiva non per definire il salario minimo, ma il giusto salario. È un riconoscimento concreto del ruolo delle organizzazioni comparativamente più rappresentative, che assicurano equilibrio tra tutela dei lavoratori e sostenibilità per le imprese”, commenta Zanzini. E il decreto vuole contrastare, d'altra parte il dumping contrattuale: "Un tema, quello del contrasto al dumping contrattuale, che nel territorio riminese è da anni al centro dell’impegno di Confcommercio e di Fipe in sinergia con le organizzazioni sindacali dei lavoratori. Si tratta di una battaglia di legalità e di correttezza del mercato, perché l’utilizzo di contratti non rappresentativi rischia di comprimere i diritti dei lavoratori e, allo stesso tempo, di penalizzare le imprese sane, alimentando fenomeni di concorrenza sleale. Secondo le stime dell’Ufficio studi Confcommercio, l’applicazione di questi contratti determina per i lavoratori una perdita media di circa 8.000 euro annui, con punte fino a 12.000 euro. Come sottolineato anche da Maurizio Del Conte, docente diritto del lavoro, fissare un salario minimo per legge è una soluzione troppo semplice che non risolve il problema reale del lavoro povero. Puntare al concetto di salario giusto come sancito dall’ Art. 36 della Costituzione, permette una retribuzione complessiva adeguata, non solo la paga oraria”.

Zanzini evidenzia infine che il nuovo decreto garantisca più trasparenza, con l'obbligo di indicare contratto e retribuzione nelle offerte di lavoro, e l'attivazione di un sistema di monitoraggio con Inps, Istat e Ispettorato del lavoro. "Si tratta di strumenti utili per rafforzare la trasparenza e contrastare pratiche scorrette - conclude Zanzini - fermo restando che il tema del lavoro di qualità non può esaurirsi nel solo aspetto retributivo, ma deve comprendere anche tutti gli elementi del trattamento complessivo, come ferie, malattia e tutele integrative. Confcommercio Rimini continuerà a lavorare, insieme alle altre parti sociali, per promuovere un mercato del lavoro sano, equo e competitivo”.

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