"Dobbiamo opporci tutti": le chat dei medici nell'inchiesta sui certificati anti-Cpr

La Procura di Ravenna ipotizza un coordinamento per evitare il trasferimento di stranieri nei Cpr: nelle chat agli atti riferimenti a medici in servizio anche a Rimini

17 settembre 2026 17:28
"Dobbiamo opporci tutti": le chat dei medici nell'inchiesta sui certificati anti-Cpr - Medico - Foto di repertorio
Medico - Foto di repertorio
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"Dobbiamo opporci tutti". Lo scriveva il 12 luglio 2025 una dottoressa in servizio negli
ospedali di Forlì e Cesena e la chat è agli atti dell'inchiesta della Procura di Ravenna, citata nel provvedimento con cui ieri la squadra mobile ha eseguito le perquisizioni nei confronti di 23 persone. L'ipotesi di accusa, riferisce l'Ansa, è la presenza di un contesto organizzativo per evitare il trasferimento di stranieri nei Cpr. "È un peccato - scriveva la dottoressa ad un collega - che non sei più qui, ma è bello sapere che siamo in più zone diverse e in connessione per seminare qualcosa in queste tristi ingiustizie". Frasi che, per la pm Angela Scorza, dimostrano il coordinamento tra medici. Un contesto in cui l'utilizzo della bozza per le non idoneità non era circoscritto all'ospedale di Ravenna, da cui sono partite le indagini, ma è stata impiegata anche a Rimini, Bologna, Forlì-Cesena, Ferrara, Roma, Matera, Biella, Livorno e Bari.

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