Salute e prevenzione

Dolore cronico, in Italia ne soffrono oltre 11 milioni di persone: "Servono percorsi di cura accessibili"

Presentati alla Camera dei Deputati i risultati della XVIII edizione di “Cento città contro il dolore”, promossa da Fondazione Isal

05 novembre 2026 13:00
Dolore cronico, in Italia ne soffrono oltre 11 milioni di persone: "Servono percorsi di cura accessibili" -
Condividi

Il dolore cronico interessa oggi in Italia oltre 11 milioni di persone, una popolazione vasta che tuttavia incontra ancora significative barriere nell’accesso ai centri specializzati e alla continuità assistenziale. Per rispondere a questa emergenza, che rischia di diventare sociale e sanitaria, è fondamentale promuovere interventi mirati di informazione e sensibilizzazione. Qui si colloca la campagna nazionale “Cento città contro il dolore”, promossa da Fondazione Isal, che giunta nel 2026 alla sua XVIII edizione ha posto al centro del dibattito un interrogativo cruciale: “Cosa resta del dolore? Riflessione sui percorsi della ricerca e della cura”.

I risultati dell’iniziativa sono stati presentati ieri alla Sala Stampa della Camera dei Deputati, su iniziativa di lenia Malavasi, Capogruppo Pd in Commissione Affari Sociali della Camera, che ha voluto lanciare un chiaro segnale di attenzione istituzionale verso le patologie croniche, incidenti in maniera significativa anche sulle relazioni sociali e sulla capacità lavorativa dei cittadini. “Si tratta di patologie sempre più diffuse e impattanti - ha dichiarato Malavasi - destinate a gravare in misura crescente sul Servizio Sanitario Nazionale. È fondamentale che il Servizio Sanitario Nazionale se ne faccia carico in modo strutturale e lungimirante, prima che la situazione si trasformi in una vera e propria emergenza”.

Il Report della Campagna

A illustrare nel dettaglio gli esiti delle iniziative realizzate nel mese di ottobre – in concomitanza con la Giornata Internazionale del 3 ottobre – è stato William Raffaeli, Presidente di Fondazione Isal. I numeri della XVIII edizione testimoniano una mobilitazione capillare: 108 postazioni informative allestite nelle piazze italiane; 47 strutture sanitarie e ospedali coinvolti; 22 sezioni dell’Unione Nazionale Cavalieri d’Italia (UNCI); 20 sezioni del Comitato Fibromialgici Uniti; 7 sezioni dell’Associazione Amici di ISAL Odv; 15 associazioni di pazienti, incluse due delegazioni estere provenienti da Svizzera e Portogallo, dove hanno organizzato eventi pubblici afferendo concretamente a “Cento città contro il dolore”

“Ogni edizione della nostra campagna nasce per rispondere a un interrogativo preciso”, ha spiegato Raffaeli. “Nel 2026 ci siamo chiesti cosa resti del dolore quando manca una diagnosi tempestiva, quando si viene dimessi da una struttura ma la sofferenza persiste senza che il paziente sappia a chi rivolgersi. O addirittura quando dopo un consulto specialistico, il dolore non trova sollievo. La risposta è sensibilizzare l’opinione pubblica e gli operatori sanitari, restituendo centralità al dolore cronico e rendendo i percorsi di terapia pienamente riconoscibili, integrati e accessibili”.

Il dolore cronico in pillole

È cronico il dolore che persiste o si riproduce per più di tre mesi. A differenza di quello acuto, sintomo di una lesione o di un danno al corpo, non ha una funzione protettiva ma è una vera e propria malattia a sé stante. In linea con la classificazione internazionale (ICD-11) le patologie e le condizioni dolorose trattate e approfondite da Fondazione ISAL si dividono in due macro-categorie:

Dolore Cronico Primario: rappresenta la patologia principale e non è spiegato da un'altra lesione o causa medica evidente. Deriva da una disfunzione del sistema somatosensoriale e nocicettivo che genera la percezione di dolore senza che vi sia una causa derivante da una causa organica o malattie in atto. Ne sono esempio la fibromialgia; la vulvodinia; la sindrome dolorosa regionale complessa, condizione cronica che colpisce solitamente gli arti superiori o inferiori; le cefalee primarie.

Dolore Cronico Secondario: è generato da patologie di natura oncologica, infiammatoria, neurologica o post-traumatica. Ne sono esempio il dolore oncologico; le patologie osteoarticolari e reumatiche; l’endometriosi; il dolore neuropatico; il dolore da "Arto Fantasma"; il dolore post-chirurgico e post-traumatico.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail