Emergenza casa, anche gli edifici pubblici sfitti possono aiutare a risolverla nel Riminese

Cna Rimini: “Recuperare significa creare alloggi, nuovi servizi, lavoro e opportunità per le imprese locali"

08 ottobre 2026 15:50
Emergenza casa, anche gli edifici pubblici sfitti possono aiutare a risolverla nel Riminese - REPERTORIO
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Oltre 227mila unità immobiliari pubbliche non utilizzate o inutilizzabili in Italia, per una superficie complessiva di 40,2 milioni di metri quadrati. È l’imponente quadro emerso dalla ricerca realizzata da Noamisma per Cn Costruzioni sui dati del censimento Mef presentata a Roma nel confronto con istituzioni e governo. Un patrimonio enorme – detentore per oltre l’80% dalle amministrazioni locali – che da costo passivo di gestione e degrado può trasformarsi in un’opportunità di sviluppo per i territori. Un tema che tocca da vicino anche la provincia di Rimini, dove il tema della gestione e del riuso del patrimonio pubblico si incrocia quotidianamente con due emergenze prioritarie: la carenza di alloggi e posti letto per lavoratori e famiglie e la presenza di grandi e piccoli complessi pubblici dismessi o sottoutilizzati (dalle ex colonie di confine al patrimonio residenziale e commerciale dei Comuni della costa e dell'entroterra). I dati dello studio evidenziano come oltre il 76% delle unità immobiliari pubbliche inutilizzate rientri nella fascia micro e piccola (fino a 100 metri quadrati), mentre l’1,3% concentri i grandi complessi oltre i 2.000 mq. Una distribuzione dimensionale che si adatta perfettamente alle competenze e alla flessibilità delle micro e piccole imprese dell’edilizia, dell'impiantistica e del restauro radicate nella provincia di Rimini. "Anche nel nostro territorio la presenza di immobili pubblici vuoti o in stato di degrado rappresenta una risorsa non sfruttata che non possiamo più permetterci”, dichiara Marco Polazzi, Presidente di Cna Rimini. “Pensiamo in primis all'emergenza casa: in una provincia a forte vocazione turistica e manifatturiera come la nostra, reperire alloggi a canoni accessibili per lavoratori, giovani coppie e personale dei servizi è diventata una vera priorità economica. Mettere a terra un piano strutturato di recupero del patrimonio pubblico disponibile permetterebbe di restituire al mercato residenziale soluzioni abitative senza consumo di suolo ulteriore". “Ma c'è anche un risvolto economico diretto per le nostre comunità - prosegue Polazzi - oltre il 76% di questi immobili ha dimensioni contenute, sotto i 100 metri quadri. Ciò significa che i lavori di manutenzione, efficientamento energetico e ristrutturazione non richiedono necessariamente mega-appalti per colossi nazionali, ma possono essere frazionati e affidati alle nostre piccole e medie imprese artigiane locali. Serve però un cambio di passo: gli Enti Locali devono rendere trasparenti e aggiornati i dati sugli immobili disponibili e attivare procedure di partenariato pubblico-privato e bandi a misura di piccole e medie imprese. Cna Rimini è pronta a fare la propria parte al fianco dei Comuni del territorio per trasformare il degrado in cantieri, occupazione e nuovi servizi per i cittadini".

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