Emergenza casa, sindacati contro il Comune di Rimini: "Canoni concordati simili agli affitti di mercato"

I sindacati hanno organizzato un presidio davanti a palazzo Garampi, per martedì 23 giugno alle 18

20 giugno 2026 12:32
Emergenza casa, sindacati contro il Comune di Rimini: "Canoni concordati simili agli affitti di mercato" - Case popolari, affitto, alloggio REPERTORIO
Case popolari, affitto, alloggio REPERTORIO
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Martedì (23 giugno), alle 18, i sindacati Cgil, Cisl e Uil saranno protagonisti di un presidio all'esterno di palazzo Garampi, a Rimini, durante lo svolgimento del consiglio comunale. Tema della protesta "l'emergenza abitativa sempre più stringente, che schiaccia migliaia di lavoratori e pensionati".

I sindacati chiedono all'amministrazione comunale la revisione dell'accordo territoriale sui canoni concordati e una rimodulazione delle agevolazioni Imu per i proprietari. Su questo punto però si è bloccato il confronto con palazzo Garampi. Da qui la decisione di effettuare la protesta. "L'amministrazione - scrivono i sindacati - si era impegnata a svolgere un ruolo attivo nei confronti delle Associazioni dei Proprietari per favorire l’avvicinamento delle reciproche posizioni e a dare continuità al confronto con i sindacati degli Inquilini, un percorso che tuttavia risulta fermo al 22 gennaio". A detta dei sindacati, l'amministrazione sta traccheggiando al momento "di utilizzare gli strumenti propri, che, ne siamo ben consapevoli, sono pochi, ma ci sono".

Poi Cgil, Cisl e Uil entrano nel merito: "Stando a quanto affermato dall’amministrazione, l’ammontare degli incentivi per la riduzione dei canoni di locazione deriva dall’applicazione delle agevolazioni ai proprietari che sottoscrivono contratti ad affitto concordato, e che ciò si traduce per il Comune in un mancato gettito di 1,35 milioni di euro", evidenzia la nota dei sindacati, così i canoni concordati "oggi presentano un affitto molto simile a quelli di mercato".

"A fronte di aumenti di oltre il 23% dei canoni concordati nel giro di un anno e mezzo, non è più coerente ed equo che i proprietari immobiliari continuino ad avere anche forti agevolazioni anche sulle aliquote Imu come previsto dall’applicazione degli aumenti automatici contemplati dall’accordo territoriale sottoscritto nell’ormai lontano 2018, in un momento di inflazione molto più bassa. Oggi occorre intervenire mettendo un tetto a questo automatismo, prevedendo aumenti ragionevoli. Alle condizioni attuali, nei fatti quello che dovrebbe essere uno strumento di calmierazione dei canoni si traduce in una mera sovvenzione per la proprietà immobiliare. Rimodulare queste agevolazioni in maniera più equa significa riportare il mancato gettito per il Comune all’essere strumento di efficienza per il bilancio comunale", argomentano i sindacati che ricordano la presenza, sul territorio comunale, di 12600 alloggi sfitti. "Vincolare i benefici fiscali a tetti reali sui canoni garantirebbe all'Amministrazione un duplice vantaggio: recuperare risorse strategiche utili anche per il Fondo per l'abitare e la morosità incolpevole abbattendo così’ i costi assistenziali oggi spesi per rincorrere l'emergenza sfratti", chiosano i sindacati.

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