Estati "roventi", Rimini respinge le critiche: "Lavoriamo per una città con più verde e meno cemento"
L'assessora Montini: da una parte il potenziamento delle infrastrutture verdi, dall'altra la rimozione di cemento e asfalto per pavimentazioni più naturali
L'amministrazione comunale di Rimini rassicura sull'impegno per rendere la città più adatta alle estati "roventi" del nuovo millennio, tra potenziamento delle infrastrutture verdi, tramite foreste urbane e tetti green, e la rimozione di cemento e asfalto.
“L’estate torrida che stiamo vivendo ha posto alla ribalta del dibattito pubblico, anche in Italia, la necessità di ripensare il disegno della città in considerazione del verificarsi di ondate di calore sempre più intense e prolungate – sottolinea l’assessora alla transizione ecologica del Comune di Rimini Anna Montini – Una questione che Rimini ha posto non solo come cardine del suo Piano del verde, ma che di fatto è già elemento prioritario nella progettazione e attuazione delle opere pubbliche, e che quindi già oggi ci permette di testare e mettere in pratica piccole e grandi azioni che modelleranno la città del futuro”.
In merito a quella che viene definita desigillazione del suolo, cioè la rimozione del cemento e le realizzazione di pavimentazioni drenanti e naturali, "è oggi ritenuta una tra le principali pratiche per promuovere l’adattamento climatico. Rimini in questo caso può vantare un esempio emblematico grazie al Parco del mare, che solo per la parte sud ha permesso di rendere permeabili 92mila metri quadrati di superficie prima cementata, aumentando la capacità di assorbimento delle acque e riducendo il rischio di creazione di isole di calore. Facendo una facile comparazione, sono stati eliminati oltre 22 campi da calcio in cemento da un’area strategica come il lungomare. Va citato a tal proposito anche l’abbattimento dell'ex colonia Enel, avvenuto pochi mesi fa dopo l’acquisizione dell’immobile da parte del Comune di Rimini, con un guadagno ambientale in termini di superficie permeabile di 2.100 mq".
Altri interventi citati dalla Montini sono "la depavimentazione accompagnata dalla piantumazione di alberi e arbusti in via Euterpe, viale Madrid, viale Lugano, via Tristano e Isotta o al Parco don Tonino Bello a Viserba, esempi che rappresentano il modello su cui vogliamo lavorare. L’obiettivo è quello di prevedere la desigillazione delle aree a standard e a parcheggio nelle nuove opere pubbliche e nelle opere private, per intervenire in maniera capillare sul territorio".
Per ciò che concerne il potenziamento delle infrastrutture verdi, evidenzia Montini, "oltre all’incremento del patrimonio arboreo, già in corso sia nelle aree urbane sia in quelle periurbane, si andrà verso l’inserimento di piccoli polmoni verdi diffusi, così come verso l’ampliamento delle aree verdi accessibili e attrezzate nei quartieri (vedi la sperimentazione avviata delle oasi climatiche). Proseguiremo anche nella diffusione del verde verticale e pensile (tetti e muri green), interventi puntuali e spesso circoscritti ma di grande impatto. Abbiamo già gli esempi dell’inverdimento delle mura che delineano il tracciato del Metromare, in futuro si pensa a verde pensile e ad ombreggio in corrispondenza dei vicoli del centro storico".
"Sempre in centro storico pensiamo anche di intervenire con il posizionamento di alberi in alcuni luoghi o piazze più frequentati ed esposti al sole, per favorirne la vivibilità e l’accessibilità anche nella stagione più calda ed evitare la creazione di isole di calore”, chiosa l'assessora.
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