Ex nuova Questura: disgelo tra proprietari e Comune di Rimini, ma il supermercato resta un "nodo"

L'amministrazione comunale di Rimini e Ariminum Sviluppo Immobiliare si incontreranno per discutere il progetto Rimini Life e superare l'impasse degli scorsi mesi

01 dicembre 2023 16:18
Ex nuova Questura: disgelo tra proprietari e Comune di Rimini, ma il supermercato resta un "nodo" - Lo stabile di via Ugo Bassi
Lo stabile di via Ugo Bassi
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di Riccardo Giannini

L’amministrazione comunale di Rimini e i rappresentanti di Ariminum Sviluppo Immobiliare, proprietari dell’area della ex nuova Questura, in via Ugo Bassi, si incontreranno a breve.

Dopo alcuni mesi di tensione si registra il disgelo tra le parti: l’amministrazione comunale sta facendo procedere in maniera spedita il progetto di realizzazione di 36 edifici di edilizia residenziale pubblica, mentre per il progetto di riqualificazione complessiva dell’area, battezzato Rimini Life da Ariminum Sviluppo Immobiliare, si dovrà attendere il prossimo Piano Urbanistico Generale.

Come noto, a palazzo Garampi hanno storto il naso di fronte alla costruzione di un nuovo supermercato nell’area, una parte del progetto che prevede però anche 80 unità abitative e un aumento di spazi a favore della collettività, in primis un parco.

L’accordo di programma è il nodo: laddove sia ravvisato un interesse pubblico, potrebbe essere dato via libera a questo strumento amministrativo e sbloccare il progetto Rimini Life. E la demolizione dell’immobile che un tempo avrebbe dovuto ospitare gli uffici della Questura e l’edificazione del supermercato rispondono, a detta di Asi, a un duplice interesse pubblico: risolvere una situazione che sta portando degrado, in quanto l’immobile diventa luogo di bivacco e di spaccio, dall’altra creare nuovi posti di lavoro.

“Siamo sempre disponibili – spiega Marco Da Dalto, responsabile di Rimini Life – ad entrare nel merito del nostro progetto, a patto che il recinto del dialogo sia quello delle norme e dell’interesse pubblico, non dei pregiudizi o delle illazioni”.

L’amministratore delegato di Asi, Piero Aicardi, ha partecipato all’ultima commissione consiliare convocata questa mattina (Venerdì 1 dicembre), a testimonianza, evidenzia Da Dalto, “che gli imprenditori di Asi siano assolutamente intenzionati a perseguire ogni via per arrivare ad un dialogo leale col Comune di Rimini che risolva l’impasse generata dall’immobilismo dell’amministrazione”.

In commissione “si è potuto entrare nel dettaglio della qualità espressa dal progetto RiminiLife e soprattutto del profondo studio che ne ha anticipato l’esecuzione, realizzato da Leonardo Cavalli, firma prestigiosa dell’architettura internazionale”.

“RiminiLife – attacca Da Dalto – non è un esercizio di stile, ma una proposta concreta di rigenerazione urbana e integrazione sociale presentata a dicembre del 2022 e rigettata dalla giunta comunale senza una motivazione alla mancanza di interesse pubblico, a dimostrazione che il pregiudizio del Comune è così forte da impedire anche la lettura del dossier consegnato”.

Abbiamo voluto rappresentare – prosegue Da Dalto – come il progetto RiminiLife sia coerente con le linee guida dell’allora Governo Gentiloni, che presiedeva il CIPE, che per favorire la realizzazione di residenze sociali e pubbliche ha stanziato dei fondi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che li ha poi distribuiti alle Regioni per la predisposizione dei bandi, i quali avrebbero dovuto garantire che le residenze pubbliche si realizzassero all’interno di contesti rigenerati, ove fosse presente un mix funzionale e fosse favorita l’integrazione sociale”.

Le direttive del Cipe, secondo Da Dalto, sono state disattese da Regione e Comune di Rimini. Per questo Asi ha chiesto al Cipe e ai Ministeri competenti di verificare “la coerenza delle azioni del Comune con gli indirizzi governativi”, con la speranza “che questa nuova apertura al dialogo sia portatrice di un progetto di riqualificazione del solo compendio dell’Ex Questura per rispondere alle direttive del Cipe” senza aspettare il nuovo Pug e quindi “dipendere dai progetti dello stadio o della caserma Giulio Cesare perché vorrebbe dire lasciare tutto così com’è per i prossimi dieci anni”.

Asi ha da mesi evidenziato la necessità di accelerare la riqualificazione dell’area, la cui situazione è stata definita dalla stessa amministrazione comunale “vergognosa”.

Eppure da un anno, pur avendo in mano la soluzione, si è ritratta in un un immobilismo che se verrà protratto perpetuerà quella vergogna per parecchi anni”.

Non procedere alla riqualificazione complessiva dell’area, provvedendo solo all’edificazione dei 36 alloggi di edilizia residenziale pubblica, per Asi, è una scelta “poco responsabile“, in quanto “famiglie fragili e bambini” vivranno “accanto a un buco nero e pericoloso, l’ex nuova Questura”.

Abbiamo ribadito – argomenta Da Dalto – che è riduttivo ricondurre tutto il ragionamento ad un supermercato e che insistere su questo significa non voler risolvere il problema e fissarsi su quello che appare il vero nodo fin qui impossibile da sciogliere”.

Sull’argomento – aggiunge – abbiamo ribadito che non accettiamo sia messo in discussione un modello di lavoro con un processo alle intenzioni. Oggi non esiste una norma che quantifichi le proporzioni fra area di vendita e di magazzino. Abbiamo dato disponibilità a rinunciare ad un diritto di ipotetico ampliamento per un periodo medio-lungo e, se possibile, ottimizzare un po’ la superficie lorda. Non faremo un hub logistico, il progetto è chiaro su questo. Siamo a Rimini per realizzare un progetto che renda tutti vincenti”.

“Se sgombriamo il tavolo da pregiudizi e illazioni, resta tutto lo spazio per fare in fretta e bene l’interesse di Rimini”, chiosa Da Dalto.

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