Ex Ogr di Rimini, 170 posti di lavoro a rischio: proclamato sciopero. Si muove la politica
Gnassi chiede al governo convocazione di un tavolo urgente con Rete Ferroviaria Italiana
Il futuro dei 170 lavoratori specializzati dell'Officina manutenzione ciclica locomotive di Rimini, ex Ogr (Officina grandi riparazioni), è a rischio. Non essendo fatti investimenti da Trenitalia sulla struttura e sui macchinari, oggi lo stabilimento può occuparsi solo dei treni destinati a dismissione. Infatti l'impianto riminese risulterebbe escluso dal reticolo manutentivo aziendale.
Domani (giovedì 5 febbraio) è stato così proclamato uno sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali. Intanto si muove la politica: il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad e l'assessora regionale Frisoni hanno incontrato oggi (mercoledì 4 febbraio) i rappresentanti sindacali e saranno presenti allo sciopero. Le consigliere regionali del Pd Parma e Petitti hanno chiesto la convocazione di un tavolo istituzionale con Trenitalia e le parti sociali. Andrea Gnassi, deputato dem, punta il dito sugli impegni disattesi da parte di Trenitalia, e chiede al governo di convocare, con massima urgenza, un tavolo di confronto alla presenza del direttore tecnico di Trenitalia Domenico Scida. Gli accordi disattesi, riferisce Gnassi, riguardano un accordo del 2019 tra Trenitalia, organizzazioni sindacali regionali e Rsu: erano previsti investimenti infrastrutturali finalizzati alla riconversione dello stabilimento di Rimini, con l’avvio di una nuova linea manutentiva su rotabili a composizione bloccata, a fronte del progressivo superamento della manutenzione dei locomotori diesel.
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