Ex Ogr di Rimini a rischio "taglio", 170 lavoratori in bilico: "Trenitalia chiarisca"
Oggi 5 febbraio lo sciopero di 8 ore dei lavoratori
Oggi (giovedì 5 febbraio) i lavoratori dell'Officina manutenzione ciclica locomotive di Rimini, ex Ogr (Officina grandi riparazioni) hanno scioperato per 8 ore. Centosettanta lavoratori rischiano di perdere il proprio impiego, senza gli investimenti promessi da Trenitalia per ammodernare lo stabilimento stesso, che risulterebbe già escluso dal reticolo manutentivo aziendale. La politica si è schierata compatta, chiedendo chiarimenti a Trenitalia: 7 anni fa infatti, con le organizzazioni sindacali, erano stati promessi quegli investimenti che sarebbero serviti per rendere lo stabilimento centrale nella manutenzione dei treni turistici.
Oggi al presidio c'era anche lo stato maggiore del pd locale, con il sindaco Jamil Sadegholvaad, Andrea Gnassi, l'assessora regionale Roberta Frisoni e Alice Parma. Quest'ultima ribadisce il pieno appoggio della Regione ai lavoratori: "In gioco ci sono centinaia di posti di lavoro, e dopo anni di incertezze servono risposte chiare, investimenti concreti e un piano industriale credibile per lo sviluppo dello stabilimento. Come ho già avuto modo di sottolineare insieme alla collega Petitti, la Regione è pronta a fare la propria parte: ora è necessario che anche Trenitalia faccia la sua, assumendosi impegni reali sul futuro dell’Omcl e dei suoi lavoratori”.
Anche dal Partito Comunista di Rimini parte un attacco a Trenitalia per non aver rispettato "gli impegni assunti con lavoratrici, lavoratori, organizzazioni sindacali e Regione Emilia-Romagna, disattendendo accordi e intese condivise anche in sede istituzionale. Invece di dare seguito al piano che avrebbe dovuto fare dell’officina riminese l’hub nazionale per la manutenzione dei treni turistici, con investimenti infrastrutturali, internalizzazione delle attività e nuove assunzioni, l’azienda prospetta una riduzione delle attività che mina la stessa sostenibilità tra produzione e costi. È l’ennesima dimostrazione di come la logica padronale consideri la parola data un semplice optional da sacrificare alla redditività immediata”. Il Partito Comunista chiede "alle istituzioni locali e regionali di schierarsi senza ambiguità dalla parte dei lavoratori, assumendo una posizione chiara a tutela dei dipendenti dell’ex Ogr di Rimini. Chi oggi resta neutrale di fronte a questo attacco si schiera, di fatto, con i padroni e contro il mondo del lavoro.La vertenza di Rimini non è un caso isolato ma l’emblema di un modello che scarica sui lavoratori”.
Anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lorenzo Casadei era al presidio: "Era fondamentale esserci per ribadire che qui non siamo di fronte a un problema locale, ma a una chiara scelta politica che rischia di compromettere il futuro del lavoro nel territorio riminese.
Siamo davanti ad accordi già assunti negli anni tra azienda e parti sociali che oggi non vengono rispettati. Accordi che riguardano il ruolo strategico dello stabilimento, i carichi di lavoro e la tutela dell’occupazione, e che oggi vengono messi in discussione. È inaccettabile che, mentre esistono intese e impegni precisi con Trenitalia, si lasci scivolare il sito verso uno svuotamento progressivo, mettendo a rischio competenze, posti di lavoro e futuro industriale".
"Il lavoro della Regione Emilia Romagna - prosegue Casadei - è ed è stato fondamentale nel seguire le crisi, nel tenere aperti i tavoli, nel cercare soluzioni per difendere occupazione e territori. Ma questo impegno, da solo, non basta se non viene affiancato da scelte chiare a livello nazionale. Serve un’assunzione di responsabilità condivisa, che superi le appartenenze politiche. Destra, sinistra, maggioranza e opposizione devono avere un unico obiettivo, portare a casa risultati concreti per risollevare l’economia reale e garantire stabilità alle lavoratrici, ai lavoratori e alle famiglie che oggi subiscono il peso del costo della vita, dell’aumento dei prezzi e di una crisi industriale sempre più profonda. Su questo terreno servono risposte immediate, il Governo è chiamato a darle. la Regione farà la sua parte fino in fondo".
Anche da destra la crisi dell'ex Ogr è presa in considerazione. Nicola Marcello ha presentato un'interpellanza in regione per chiedere alla giunta quali iniziative intenda assumere, anche con urgenza, per tutelare i 176 dipendenti attualmente impiegati nello stabilimento, attraverso l’introduzione di nuove linee produttive e manutentive capaci di assicurare continuità occupazionale e prospettive industriali di medio e lungo periodo. Marcello chiede che la Regione "si attivi formalmente presso Trenitalia, in raccordo con il governo e con le forze politiche che stanno già operando in tal senso, per scongiurare la chiusura delle storiche officine di Rimini e garantire un reale rilancio del distaccamento manutentivo, fondato su un piano industriale chiaro, concreto e coerente con gli impegni già assunti".
11.0°