Ex storica libreria di Bologna diventa piadineria, anche un verucchiese socio: ma Italia Nostra contesta
Il verucchiese Andrea Semprini partecipa al progetto nel cuore del centro storico di Bologna
L’ex libreria di via Zamboni 18, nel cuore del centro storico di Bologna, diventa “Bello Garno – Il cassone riminese”, una piadineria che ha per socio anche Andrea Semprini, verucchiese.
Ne dà notizia il Corriere della Sera nelle pagine di Bologna.
Semprini è socio nell’operazione assieme a uno dei discendenti del fondatore della storica libreria Edagricole, Ferruccio Perdisa, e Fabio Pasini. I tre hanno già aperto “Bello Garno” a Rimini e a Bologna in via Ugo Bassi; presto sono previste aperture anche a Forlì e San Marino.
Parlando del loro progetto, hanno sottolineato la necessità di evitare che il prodotto “possa cadere nelle mani dell’industria alimentare e della grande distribuzione, finendo standardizzato”.
Il progetto però non piace a Italia Nostra, che, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, cita il regolamento Unesco e la necessità di concedere i permessi a locali “nei quali si svolgono attività di artigianato tradizionale e altre attività commerciali tradizionali, riconosciute quali espressione dell’identità culturale collettiva”.
“Ancora una volta – attacca Italia Nostra – un progetto speciale, che speciale non sembra affatto, cancella l’ennesimo storico esercizio commerciale della città in ossequio al mangificio e ai taglieri”.
Il Comune ha replicato sottolineando che il locale sarà un punto di riferimento della cultura romagnola, tipicamente di quella riminese, e che sarà allestito anche uno spazio lettura con testi consultabili e acquistabili sulla tradizione romagnola, inoltre saranno organizzati anche corsi per la preparazione della piadina.
I proprietari si sono impegnati a mantenere pulito il portico, a predisporre adeguato impianto di illuminazione e di videosorveglianza per rafforzare il presidio di sicurezza nel centro storico bolognese.
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