Fallimento Rimini Calcio sotto la lente della Procura, l'assessore Lari: "Fatte segnalazioni un anno fa"
"Come amministrazione avevamo colto i segnali di allarme", evidenzia
Sette indagati e sequestri per 8 milioni di euro: è quanto risulta dalle indagini di Guardia di Finanza e Polizia, coordinate dalla Procura di Rimini, in merito al fallimento del Rimini Calcio, avvenuto lo scorso autunno. Le indagini si sono attivate nell'agosto di un anno fa, quando la Ds Sport Benefit firmò la cessione alla Building Company. La procura ha messo nel mirino il saldo dei debiti fiscali e contributivi, superiori a 750.000 euro e accumulatisi negli anni: secondo l'ipotesi accusatoria, ciò è avvenuto attraverso crediti di imposta ritenuti inesistenti.
"Nonostante i tempi, questa è una buona notizia. Tutto ciò che contribuisce a fare chiarezza e a fare pulizia nel calcio va accolto positivamente", commenta l'assessore del Comune di Rimini, Michele Lari, che aggiunge: "Come amministrazione avevamo colto i segnali di allarme e per questo avevamo direttamente effettuato già la scorsa estate ripetute segnalazioni agli organi competenti sulle anomalie (chiamiamole così...) che via via stavano emergendo. Se oggi emergono elementi così rilevanti, è anche perché non abbiamo mai abbassato la guardia di fronte a una situazione che rischiava di consolidarsi e aggravarsi ulteriormente".
"Continueremo pertanto a seguire quanto emergerà dalle indagini, e auspichiamo che sia fatta piena luce su ogni punto ancora oscuro di questa vicenda", chiosa Lari.
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