Femminicidio di Tania Sperindio, da Santarcangelo un appello: "Basta giustificazioni come raptus e blackout"
Due associazioni cittadine contro la cultura della violenza
L'eco del femminicidio di Tania Sperindio arriva anche a Santarcangelo, con due interventi delle associazioni cittadine "In campo per i Diritti - Autotuners e Orchestrales" e "Città Viva". La prima associazione ricorda in particolare di non associare mai a un femminicidio la parola "raptus" o "blackout". "Il femminicidio - scrive l'associazione in una nota - è un crimine che affonda le proprie radici in una cultura del possesso, della sopraffazione e della disuguaglianza che deve essere contrastata con determinazione".
L'associazione ribadisce la necessità di promuovere "il rispetto, la parità, l'autodeterminazione delle donne attraverso la cultura, lo sport, la musica e l'impegno civile".
Città Viva aggiunge: "Crediamo che una comunità viva non sia fatta soltanto di negozi, imprese ed eventi, ma anche di rispetto, solidarietà e attenzione verso le persone". Città Viva rilancia l'appello promosso da "Rompi il silenzio" e dalla rete dei centri antiviolenza del territorio, "invitando chi lo desidera a partecipare al presidio e a sostenere il lavoro di chi, ogni giorno, offre ascolto, protezione e supporto alle donne vittime di violenza".
"Riteniamo importante contribuire, ciascuno nel proprio ruolo, alla costruzione di una comunità sempre più consapevole, inclusiva e rispettosa. Vogliamo inoltre ricordare un messaggio fondamentale: chiedere aiuto è possibile e nessuna donna deve sentirsi sola. Sul nostro territorio esiste una rete competente e preparata, pronta ad accogliere e sostenere chi decide di intraprendere un percorso di uscita dalla violenza", chiosa l'associazione di commercianti.
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