Fine Vita, Marcello: "Sì ma solo in casi eccezionali: e serve legge nazionale"
Nicola Marcello di Fratelli d’Italia: “No a normative regionali, il fine vita va regolato a livello nazionale”

Il Parlamento approvi una legge nazionale fine vita. La richiesta arriva, nel corso della commissione Politiche per la salute e politiche sociali presieduta da Gian Carlo Muzzarelli, dai consiglieri dei gruppi di maggioranza e dai rappresentanti di Cgil e Fials, mentre i consiglieri dei gruppi di centrodestra riferiscono di un progetto di legge già presentato da Fratelli d’Italia in parlamento.
In merito Nicola Marcello evidenzia che “una questione tanto delicata non possa essere demandata a normative ragionali, creando una normativa a macchia di leopardo che rischia di compromettere l’uniformità del diritto su un tema così sensibile”.
Da qui il progetto di legge presentato da Fdi, che fissa tre punti chiave riassunti da Marcello: “Il valore assoluto e indisponibile della vita, l’eccezionalità del ricorso al fine vita e la necessità di un percorso di cure palliative, senza il coinvolgimento diretto dei medici per motivi deontologici”.
“L’Emilia-Romagna, come la Toscana, sta forzando i confini delle proprie competenze legislative, creando pericolose disparità tra cittadini di diverse Regioni su un tema che richiederebbe uniformità e garanzie nazionali. È inaccettabile che la Giunta continui su questa strada senza un confronto serio e approfondito, coinvolgendo tutte le sensibilità politiche e religiose”, attacca Marcello.
“In tutta questa vicenda del fine vita deciso d’imperio dalla Giunta Regionale, i cattolici di centrosinistra si faranno sentire? O si sono già rassegnati alla totale irrilevanza sui temi etici nello schieramento in cui si trovano?”, chiosa il consigliere regionale.