Futuro spiagge, Biagini all'attacco: "Si parla solo di profitti e non dei diritti dei cittadini"

Sulle spiagge libere: "Incremento 37% fake news. Si passa dal 9 al 12% di porzione di litorale"

09 settembre 2026 12:46
Futuro spiagge, Biagini all'attacco: "Si parla solo di profitti e non dei diritti dei cittadini" -
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In questi giorni ferve il dibattito sul futuro della spiaggia riminese, in attesa della chiusura della stagione estiva e delle aste che dovrebbero ridisegnare il litorale, nella stagione 2027. Roberto Biagini di Mare Libero rileva che il dibattito fonda però su un'impostazione in cui "il demanio marittimo viene trattato unicamente come terreno di scontro commerciale o strumento di profitto d'impresa, anziché come bene collettivo della cittadinanza, destinato alla fruizione collettiva e gratuita".

"La discussione - evidenzia Biagini - si limita a stabilire chi debba gestire le concessioni e con quali metrature, dando per scontata la privatizzazione di fatto della quasi totalità dell'arenile". Non si parla inoltre di spiagge libere, di ampliamento degli spazi a ingresso gratuito, rileva Biagini, che ha un timore: gli investimenti ingenti del privato porteranno a rincari che permetteranno la fruizione della spiaggia solo alle persone benestanti. Sul punto spiagge libere, Biagini attacca l'amministrazione comunale: "Diffonde fake news sull'incremento del 37% di spiagge libere, giocando sull'equivoco per far credere ai cittadini che oltre un terzo (e cioè il 37%) della costa tornerà fruibile a tutti. La realtà è un trucco contabile ridicolo e l’opera di debunking è semplice, persino puerile: quel 37% in aumento non è riferito al totale del litorale, ma è calcolato (l’ incremento) su quel misero 9% di spiaggia libera oggi esistente. Tradotto in cifre reali, la percentuale di costa libera passerà appena dal 9% al 12%, lasciando quasi il 90% dell'arenile completamente blindato e asservito alle concessioni private e al business del mattone sulla sabbia".

Biagini sottolinea la mancata considerazione, nel dibattito, delle ragioni dei comuni cittadini e delle fasce socialmente più deboli: "A fronte di un demanio marittimo che per Costituzione appartiene a tutti, la politica, sia essa di governo o di opposizione, locale o nazionale, ha dimostrato una completa sudditanza nei confronti del business turistico e delle lobby private, preoccupandosi solo dei consensi elettorali e della tutela dei profitti di pochi".

"I cittadini non si riconoscono più in partiti che si mostrano forti con i deboli e deboli con i forti, incapaci di garantire l'accesso gratuito e universale a una risorsa naturale primaria. Trasformare il mare e la battigia in un privilegio per chi ha le disponibilità economiche per pagare un biglietto d'ingresso o il noleggio di attrezzature svilisce a natura stessa del bene comune", le parole di Biagini, che invita i cittadini, ai prossimi appuntamenti elettorali, nazionali e locali, a far valere la propria voce "contro questo modello di gestione predatorio del bene spiaggia, ricordando a chi governa che i diritti costituzionali, la dignità sociale e il libero accesso ai beni collettivi non sono in vendita né barattabili per mero calcolo politico".

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