Giocate anomale su partita di calcio: quattro scommettitori assolti, restituite le maxi vincite
Due agenzie di Rimini e Riccione avevano presentato denuncia. I capi di imputazione: frode sportiva e truffa aggravata
Sono stati assolti, perché il fatto non sussiste, i quattro imputati di un processo legato a un caso di presunta manipolazione del risultato di una partita di calcio della Serie B greca. La gara, risalente al campionato 2018-2019, finì 3-2, con la squadra ospite in vantaggio per due reti al termine del primo tempo, e la sera prima del match si erano registrate oltre 240 giocate su quell'esatto risultato tra Rimini, Riccione e Napoli. Il 3-2 era quotato 27 a 1: per ogni euro giocato, se ne vincevano 27. Il fatto aveva insospettito i responsabili di due agenzie di scommesse, una con sede a Rimini e l'altra a Riccione, che si erano rivolti a un legale, l'avvocato Enrico Graziosi. Da qui il processo per frode sportiva - il capo d'accusa relativo alla manipolazione del risultato della gara, che generalmente si ottiene promettendo denaro ai calciatori - e truffa aggravata, con relativa richiesta danni per oltre 100.000 euro avanzata dalle due agenzie.
Per il primo capo d’imputazione, la Procura nel marzo scorso aveva chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati, ritenendo che le indagini non avessero fatto emergere prove sufficienti per una condanna. Per il secondo, invece, era stata sollecitata l’assoluzione di uno solo degli imputati, mentre per gli altri tre erano state richieste condanne per un totale di sette anni di reclusione. Per lo scommettitore difeso dagli avvocati Roberto Brancaleoni e Marika Balducci, la richiesta di pena più alta: 2 anni e 9 mesi. Gli altri tre scommettitori a processo erano invece difesi dagli avvocati Francesco Pisciotti, Massimiliano Giacumbo e Stefano Caroli. Il Tribunale ha disposto infine la restituzione delle somme vinte, per un totale di 314.000, che erano stati posti sotto sequestro.
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