"Gli abusi edilizi in spiaggia vanno repressi come in città", Mare Libero sollecita il Comune di Rimini

L’associazione ha inviato una diffida al sindaco Sadegholvaad e agli uffici tecnici, chiedendo l’esecuzione immediata delle ordinanze di demolizione e ripristino degli arenili

21 ottobre 2026 12:41
"Gli abusi edilizi in spiaggia vanno repressi come in città", Mare Libero sollecita il Comune di Rimini - Riviera di Rimini PH RIMINI TURISMO
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L'associazione Mare Libero ha inviato diffida formale al sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad e agli uffici tecnici competenti, chiedendo di applicare le regole sulle spiagge, con l'esecuzione delle ordinanze di demolizione e ripristino degli arenili, ricordando "l'ennesima pronuncia sfavorevole ai chioschisti e favorevole alle ragioni del Comune di Rimini, culminata nel parere del Consiglio di Stato che ha dichiarato improcedibile il ricorso straordinario dei gestori dei chioschi-bar a seguito della sentenza del Tar Emilia-Romagna 328 del 2025". L'associazione chiede "chiarezza ed esecuzione immediata dei provvedimenti repressivi".

Roberto Biagini, per conto di Mare Libero, spiega le motivazioni della diffida: "II Comune di Rimini è sempre risultato vincente nei giudizi contro i chioschisti soccombenti che avevano impugnato i provvedimenti comunali: ordinanze di demolizione, ripristino, rimozione, dinieghi di sanatoria edilizia e compatibilità paesaggistica, nonché revoche dei titoli abilitativi alla somministrazione. Ciononostante, gli abusi accertati rischiano di permanere indisturbati sugli arenili demaniali".

"Il Comune di Rimini è giustamente rigoroso nel reprimere l'abusivismo edilizio in città; pretendiamo che dimostri la medesima intolleranza verso le illegalità che deturpano il demanio marittimo, che è un bene di tutti - prosegue Biagini - non vi è più alcun ostacolo legale che ne impedisca l'attuazione".

L'associazione Mare Libero chiede dunque al Comune: "Immediati sopralluoghi e controllo dello stato dei luoghi, esecuzione delle ordinanze di demolizione e ripristino dei luoghi, revoca o decadimento delle licenze commerciali e le autorizzazioni di somministrazione in presenza di abusi edilizi e paesaggistici non sanati", infine, "verificare la validità e la conformità dei titoli demaniali, reprimendo ogni occupazione abusiva o difforme".

"Gli interventi inibitori e repressivi devono essere eseguiti adesso, nel mese di ottobre 2026, e non rinviati a ridosso della stagione estiva 2027. La Pubblica Amministrazione conosce perfettamente gli abusi contestati e non vi sono alibi per rinviare i controlli e le esecuzioni coattive. In assenza di un riscontro concreto ed esaustivo nei termini di legge, l’associazione si riserva di adire le competenti autorità giudiziarie ed amministrative contro il silenzio-inadempimento, segnalando eventuali profili di responsabilità per la mancata esecuzione dei provvedimenti repressivi stabiliti a tutela del bene pubblico", chiosa Biagini.

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