Gli uccelli stanno scomparendo: il grido d'allarme di Lipu Rimini
Un terzo dei volatili agricoli non c'è più. L'associazione: "Declino senza tregua"
Secondo Lipu Rimini e Monumenti Vivi Rimini, il declino degli uccelli selvatici che vivono negli ambienti agricoli non accenna a fermarsi. Anzi, continua a peggiorare. L’ultimo monitoraggio realizzato nell’ambito del progetto Farmland Bird Index – l’indicatore che misura lo stato delle popolazioni di avifauna nelle aree agricole italiane – restituisce un quadro inequivocabile: tra il 2020 e il 2025 le popolazioni sono diminuite del 33%, con picchi che raggiungono il -50% nelle pianure alluvionali. Delle 28 specie tipiche degli agroecosistemi, il 71% mostra un declino significativo.
Tra le specie più colpite spicca il Torcicollo, ormai sull’orlo della scomparsa: in soli 26 anni ha perso oltre tre quarti della sua popolazione. Non va meglio al Calandro, al Saltimpalo, all’Allodola, all’Averla piccola, alla Passera mattugia, alla Passera d’Italia, alla Cutrettola, al Verdone e al Verzellino. Proprio quest’ultimo, il piccolo uccello giallo che in questi giorni torna a farsi sentire anche in città con le sue note acute dalle antenne dei tetti, è oggi in forte sofferenza.
Le associazioni avvertono che sarebbe un errore considerare questi dati come qualcosa di distante o marginale. Il declino dell’avifauna agricola è un indicatore diretto della salute delle campagne, sempre più impoverite di elementi naturali come siepi e filari, e segnate da un uso di pesticidi e fertilizzanti che non accenna a diminuire. Ignorare i legami tra il minuscolo e il grande, tra il particolare e l’universale, significa commettere un errore grave, umano e politico.
In questo scenario, il nuovo Regolamento europeo per il Ripristino della natura rappresenta, secondo Lipu Rimini e Monumenti Vivi, una delle ultime opportunità per invertire la rotta. Gli articoli 10 e 11, dedicati alle pratiche agroecologiche, potrebbero offrire un sostegno concreto alla biodiversità degli ecosistemi agricoli, ma richiedono un impegno reale e immediato.
Oggi, invece, la tendenza appare chiara: si sta facendo troppo poco. Le campagne si svuotano di uccelli e di suoni, e il paesaggio si impoverisce di vita.
“Non ditelo ai bambini”, ammoniscono le associazioni. Non dite loro che gli uccelli stanno scomparendo, che cantano e non vengono ascoltati. Non dite loro che si continua a non sentire, e a non permettere alla natura di cantare.
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