Gorini, tante porte chiuse in Italia: il ricercatore riminese torna a Oxford per sviluppare nuovo progetto
Giacomo Gorini torna a Oxford, il ricercatore riminese lavora ad anticorpi terapeutici per guarire da tumori e malattie croniche
“L’Italia mi ha fatto capire che non c’è ancora nessun spazio per innovare“. Così Giacomo Gorini, ricercatore riminese e immunologo che ha collaborato alla realizzazione del vaccino Astrazeneca, intervistato da Repubblica a pochi giorni dal suo ritorno a Oxford dopo due anni trascorsi in Italia.
In questi mesi Gorini ha progettato la creazione di una biotech, per sviluppare una tecnologia che porti a generare anticorpi terapeutici di nuova generazione per guarire l’organismo da tumori e malattie croniche. Ma in Italia Gorini ha trovato tante porte sbarrate. Così il ritorno a Oxford. Il fondo di venture capital Oxford Science Enterprises è pronto a investire sul suo progetto. “Conoscono bene il settore in cui mi muovo e sono stati colpiti dalla mia determinazione. Mi hanno scritto: ogni tanto, nella vita, incontri qualcuno a cui devi dare una possibilità “, racconta a Repubblica.
Tornando al suo progetto, Gorini ha evidenziato l’interesse a lavorare sugli anticorpi monoclonali: “materia dei miei studi, hanno un potenziale enorme. Possono anche arrivare nei punti deboli del tumore, nei punti nascosti, e riuscire a colpirlo. Cento prodotti sono già stati approvati e il numero nei prossimi anni aumenterà ”.
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