Guerra in Iran, il caro benzina colpisce meno a San Marino: riminesi a caccia di sconti sul Titano
Distributori del Titano "presi d'assedio". Giberti (Fiab): "Rincari subiti dagli stessi gestori"
di Riccardo Giannini
"Ambo, terno, tombola e cinquina, se vinco mi danno un litro di benzina". Così il cantautore Rino Gaetano, nel 1977, ironizzava sulla crisi petrolifera del periodo, nel suo celebre brano "Spendi Spandi Effendi". Oggi gli italiani vivono l'ennesima impennata dei prezzi della benzina, a seguito dei recenti scontri in Iran. Giovedì 5 marzo, in Provincia di Rimini (Novafeltria), il prezzo del diesel tocca 1,859 euro al litro, per quel che riguarda la super 1,766 euro. A San Marino invece aumenti più contenuti: i prezzi sono inferiori di quasi 20 centesimi per il diesel, di più di 20 centesimi per la super. Nelle ultime 24 ore c'è stato un rincaro di 10 centesimi e domani (venerdì 6 marzo) si attende un ulteriore e identico aggravio nei distributori del Titano, che nelle ultime ore sono stati presi d'assalto dai residenti della Provincia di Rimini. Scene già viste in un recente passato, con conflitti internazionali che portano a un'impennata dei prezzi di gas e petrolio, che poi va a incidere in primis sul costo della benzina e poi anche sul prezzo dei beni alimentari e dei beni di largo consumo, a causa dei rincari subiti dalle ditte che li trasportano. Un salasso per le famiglie italiane, alle prese con bollette carissime, con un carrello della spesa sempre più leggero, ma allo stesso tempo caro, e l'auto che diventa un lusso. Sui social, inoltre, sta "rimbalzando" un'accusa verso la categoria dei benzinai, accusati di aver aumentato i prezzi istantaneamente, quando ancora i loro impianto erogano carburante già in stoccaggio, già acquisito. Ma la responsabilità è da ricercare altrove: "La maggior parte dei gestori ha i prezzi dei totem e degli impianti controllati da remoto dalle compagnie petrolifere. Non sono i gestori ad aumentarlo, ma le compagnie intervengono sui listini. Poi bisogna fare una precisazione: per un gestore questi tipi di aumenti non sono grandi soldi, lo sono per le compagnie, per i volumi esagerati che hanno loro", spiega Franco Giberti, istituzione della Federazione autonoma italiana benzinai regionale.
In sostanza la Faib punta il dito sulle compagnie petrolifere e la canzone di Rino Gaetano sopracitata calza proprio a pennello, visto che l'intento del cantautore crotonese era rivolgere un'accusa alle "sette sorelle", le compagnie petrolifere, e ai loro affari. La situazione è dunque complicata. Il governo dovrà mettere mano al decreto bollette, al momento in stoccaggio ci sono abbondanti riserve di gas (è stato consumato il 50%), ma ad Aprile dovrà riprendere l'approvvigionamento e il conto sarà salato. E poi sarà necessario intervenire sulle accise, dopo i tagli nel 2022 a seguito del conflitto russo-ucraino, a distanza di pochi mesi dalla decisione dell'esecutivo guidato dalla Premier Meloni di aumentare quelle sul diesel, per riallinearle a quelle sulla super.
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