Hub urbani, Riccione Paese al centro del rilancio del commercio
Rastelli: “Non solo contributi alle imprese, ma un progetto per migliorare gli spazi, l’offerta commerciale e la vivibilità della città”
Con l’avvio dei lavori a Riccione Paese entra nel vivo il percorso degli Hub urbani, un progetto che punta a sostenere il commercio di prossimità e a migliorare l’attrattività delle aree commerciali. Sul tema interviene Alfredo Rastelli, presidente di Confcommercio Riccione, che sottolinea le opportunità offerte dallo strumento, ma anche la necessità di guardare oltre i contributi alle singole attività.
“L’avvio dei lavori a Riccione Paese rappresenta un passaggio importante, perché rende finalmente concreto il percorso degli Hub urbani nella nostra città. È però altrettanto importante capire fino in fondo la portata di questo strumento - dice Alfredo Rastelli, presidente di Confcommercio Riccione -. Per un imprenditore il contributo diretto è di certo l’elemento immediatamente percepibile, ma come detto da tempo, difficile creare aspettative considerando le risorse disponibili. Va però ricordato che quello attuale rappresenta solo un primo passaggio e non esaurisce le possibilità future, che potranno essere via via attivate e continueremo a lavorare perché le opportunità di sostegno siano le più ampie possibili.
Ma la Legge regionale 12/2023 nasce con un obiettivo molto più ampio: intervenire sulla qualità dello spazio urbano, sull’attrattività delle aree commerciali, sulla promozione e sulla capacità delle imprese di innovare. Per questo riteniamo che il valore strategico vada cercato soprattutto nella possibilità di creare le condizioni per fare tornare competitivo il commercio di prossimità. Un negozio non vive soltanto grazie a un contributo una tantum: vive se si trova in una strada curata, accessibile, illuminata, frequentata, riconoscibile, se attorno esiste un’offerta commerciale equilibrata e di qualità, se il quartiere torna ad essere un luogo nel quale cittadini e visitatori hanno piacere di trascorrere tempo.
C’è un secondo passaggio che consideriamo altrettanto importante – continua Rastelli – ovvero utilizzare gli Hub per sperimentare, nel rispetto delle norme e delle competenze dell’amministrazione, regolamenti capaci di orientare maggiormente la qualità dell’offerta commerciale. Non per mettere ostacoli alla libera iniziativa economica, ma per tutelare identità, pluralismo, qualità urbana e concorrenza leale.
Nel documento “La città che cambia”, come Confcommercio della provincia di Rimini abbiamo individuato infatti gli Hub come ambiti nei quali possono essere costruiti regolamenti e provvedimenti calibrati sulle specificità territoriali, in particolare per quanto riguarda l’insediamento, il trasferimento e l’ampliamento delle attività. La proposta riguarda anche decoro, occupazione del suolo pubblico e strumenti urbanistici, con l’idea che le esperienze sviluppate negli Hub possano poi essere utili anche in altre zone della città.
Riccione Paese può diventare da questo punto di vista un’esperienza pilota per favorire l’arrivo di attività che completino e qualifichino l’offerta, sostenere quelle già presenti che investono e creare regole condivise sul decoro e sull’utilizzo degli spazi”.
“Siamo all’inizio di un percorso – conclude il presidente di Confcommercio Riccione – e crediamo che sia il momento di affrontarlo con spirito costruttivo. È legittimo chiedere che alle imprese arrivino risorse importanti e continueremo a farlo, ma sarebbe un errore misurare il successo degli Hub esclusivamente sulla cifra distribuita alle singole attività. La sfida vera è utilizzare queste risorse come leva per cambiare in meglio parti della città e creare condizioni strutturali nelle quali le imprese di prossimità possano lavorare, investire e restare sul mercato.
Se riusciremo a fare questo, l’Hub non sarà semplicemente un bando, ma uno strumento permanente di sviluppo urbano e commerciale”.
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