I tagli scatenano il sindaco di Santarcangelo: "Governo con la calcolatrice, ma scuola non è un numero"
Scuola, per Sacchetti è stata modificata e ridotta "un'organizzazione che funzionava con parametri medi più efficienti della media nazionale"
Il sindaco di Santarcangelo Filippo Sacchetti attacca il governo dopo le scelte del Commissario scolastico, che per il territorio riminese ha scelto di accorpare gli Istituti Comprensivi di Mondaino e San Giovanni in Marignano. Per Sacchetti è stata modificata e ridotta "un'organizzazione che funzionava con parametri medi più efficienti della media nazionale. Superiori a gran parte del Paese. E la si è dovuta ridurre con metodi e criteri di cui si fatica a capire la ratio, oltre che la necessità".
Il Governo è accusato di non aver investito "in formazione, in docenti, in servizi di qualità", di aver "ragionato con la calcolatrice, lasciando soli genitori e famiglie" mentre la scuola e gli studenti "non possono essere considerati un numero". Da sindaco, Sacchetti accusa l'esecutivo di "scaricare ogni cosa sugli enti locali senza attuare mai percorsi calati sui territori, condivisione nelle scelte da effettuare con i Comuni e con la cittadinanza. Riducendo anzi come in questi casi le tempistiche in modo decisivo, mettendo ancor più in difficoltà gli amministratori".
"Ci sentiamo ripetere che per le famiglie e per le studentesse e gli studenti, ma anche per il mondo della scuola, non ci saranno cambiamenti o riduzioni di plessi che resteranno gli stessi degli anni precedenti. E che lo stesso varrà per i servizi scolastici o il trasporto scolastico che rimarranno gli stessi. Ma non posso non dubitare di queste rassicurazioni e ritenere che la riduzione di un’autonomia scolastica impatta inevitabilmente nella gestione dei servizi e indebolisce il presidio scolastico", attacca Sacchetti, che sospetta una futura volontà di intervenire sugli organici, tagliando personale amministrativo e collaboratori scolastici. "Di certo - chiosa Sacchetti - avrà effetti sulla riorganizzazione complessiva che era allo studio della Provincia e di alcuni Comuni del riminese, che ora dovranno fare i conti con 38 autonomie e non 39, riducendo, di fatto i margini, di manovra di noi amministratori locali".
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