Igor Protti e la lotta alla malattia: "Avversario sleale, ma che ondata di affetto"

L'ex attaccante intervistato dalla Gazzetta: "I miei idoli? Rivera, poi Mark Hughes e Vialli"

A cura di Redazione
31 agosto 2025 08:35
Igor Protti e la lotta alla malattia: "Avversario sleale, ma che ondata di affetto" - Igor Protti PH Sky
Igor Protti PH Sky
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di Riccardo Giannini

"Da quando ho annunciato la malattia ho ricevuto un'ondata di affetto che non mi aspettavo così grande". Così Igor Protti, alla Gazzetta dello Sport, racconta l'emozionante abbraccio del popolo livornese, prima della gara di campionato con la Ternana. Seppur costretto agli stancanti cicli di chemioterapia, Protti ha voluto essere presente, assieme all'altro bomber livornese Cristiano Lucarelli: "Igor, andiamo, è un'occasione e non si sa se ce ne potranno essere delle altre", il pensiero di Protti, che ringrazia le persone per il grande affetto, un sentimento che gli ha trasmesso forza per affrontare il momento più duro della sua vita. Il post sui social nel quale annunciava la malattia fu infatti inondato da tanti commenti di tifosi e appassionati di calcio: "Il calcio è una grande comunità e c'è qualcosa che ci unisce nei momenti bui". 

Protti, alla Gazzetta, ha raccontato anche un aneddoto legato al padre: a 11 anni gli chiese di comprargli il pallone del mondiale di Argentina 1978, in risposta il genitore lo portò una settimana nel cantiere nel quale lavorava come muratore: "Mi ha fatto vedere cosa significava guadagnare per comprarlo. Dopo una settimana di lavoro l'ho ringraziato e gli ho detto che non lo volevo più". Da quel momento Igor ha compreso l'importanza dei sacrifici: sognava di diventare dottore e meccanico ("Entrambi aggiustano, aiutano"), è diventato un attaccante che ha lasciato la propria impronta nel calcio italiano negli anni '90, quando il nostro calcio era il più ricco e il più attrattivo nei confronti dei calciatori stranieri. "Nelle giovanili ero centrocampista e ammiravo Rivera. Poi mi hanno spostato in avanti e lì ammiravo Gianluca Vialli e Mark Hughes (attaccante gallese di Manchester United e Chelsea, ndr), attaccanti generosi, combattenti, che picchiavano e le prendevano. Era il calcio che volevo io", racconta Protti. Un altro interessante aneddoto è legato all'attualità: "Un giornalista di Bari, quando Lautaro Martinez è arrivato in Italia, mi ha scritto: Igor, sembra di vedere te". Pensiero finale alla famiglia: "La mia fortuna, avere una famiglia meravigliosa, allargatissima. Ho una compagna e sono in ottimi rapporti con la mia ex moglie. Ho figli, nipoti, la famiglia a Rimini con mamma, sorella, cugini, una marea di parenti che sento tutti vicini. Quello che mi fa più male è far soffrire loro". 

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