Il circo con animali scatena il dibattito politico: "Ma il Comune di Rimini non può vietarlo"

L'assessora Mattei precisa in consiglio comunale: "Inutili anche modifiche al regolamento comunale. C'è una legge nazionale ancora non in vigore"

17 luglio 2026 13:37
Il circo con animali scatena il dibattito politico: "Ma il Comune di Rimini non può vietarlo" - Foto a carattere dimostrativo (dal sito della Lav)
Foto a carattere dimostrativo (dal sito della Lav)
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Il circo a Rimini diventa un caso politico. Il consigliere comunale Andrea Bellucci ha infatti presentato un'interrogazione al consiglio comunale, con successiva risposta dell'assessora Francesca Mattei, che ha ribadito l'impossibilità di palazzo Garampi di respingere la richiesta di pubblico spettacolo avanzata dalla proprietà del circo. La legge, in vigore dal 1968, lo impedisce; la nuova legge del 2022, che stabilisce il superamento graduale degli spettacoli circensi con l'utilizzo di animali, sarà applicata a partire dal 31 dicembre 2026. Un Comune che allo stato attuale vieta il circo con animali, rischia di soccombere davanti al giudice amministrativo: scatterebbero così salati risarcimenti che graverebbero sui cittadini.

"Per quanto riguarda la presunta insufficienza della documentazione preventiva richiesta a questo tipo di impresa, il circo è tenuto a rispettare una serie di adempimenti, che trova all'articolo 22 del Regolamento per la concessione delle aree pubbliche e per l'esercizio delle attività di spettacolo viaggiante definite dall'elenco ministeriale previsto dall'articolo 4 della legge 18 marzo 1968 n. 337, oltre che dalla relativa legge regionale. Tali adempimenti riguardano la consulenza del medico veterinario, l'elenco del personale addetto, il reperimento di nuovi animali, l'obbligo di tenere il registro di carico e scarico, la redazione di un piano alimentare per ogni specie, le precauzioni da adottare in caso di visita agli animali, i requisiti delle strutture, il piano di pulizia dei ricoveri, le modalità di trasporto, la redazione di un piano di emergenza in caso di fuga e le modalità delle esibizioni. Il certificato Cites resta inoltre il primo documento indispensabile", argomenta Mattei, che nella risposta all'interrogazione ha ribadito la propria contrarietà agli spettacoli del circo con animali, ritenuti "obsoleti" e "incompatibili con la naturale etologia degli animali coinvolti, spesso specie esotiche". "Le condizioni di trasporto, detenzione e addestramento cui questi animali sono sottoposti non garantiscano il loro benessere né il corretto svolgimento delle funzioni vitali ed etologiche proprie della specie", evidenzia l'assessora.

In merito alle richieste presentate durante l'incontro con la Lav, che chiede un intervento a livello comunale attraverso modifiche ai regolamenti in essere, l'assessora si è impegnata a verificare "come poter eventualmente implementare il nostro regolamento; tuttavia, essendo già presenti una legge nazionale e una legge regionale che stabiliscono con precisione quali documenti debbano essere verificati, non è possibile aggiungerne ulteriori, o quantomeno un'aggiunta risulterebbe inutile e controproducente".

"Sulla questione dei parametri controllabili, ribadisco che i Comuni non hanno potere di intervento diretto ma unicamente di vigilanza, così come le Aziende Usl, in base alla legge regionale del 2005", puntualizza Mattei, che chiosa: "Il criterio che valorizza i circhi con maggiore capienza e anzianità ha l'obiettivo di offrire una pluralità di attrazioni e uno spettacolo di livello potenzialmente nazionale o internazionale. Resta comunque possibile, per un circo con minore capienza o di più recente costituzione, esercitare l'attività con animali. Questi criteri sono contenuti in un regolamento approvato solo lo scorso anno, che non intendiamo pertanto aggiornare, pur condividendo pienamente la battaglia contro il circo con animali, poiché una modifica in tal senso risulterebbe del tutto inefficace e comporterebbe unicamente un esborso legale per la nostra amministrazione, senza produrre un effettivo divieto".

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