Il Comune di Rimini batte la Fifa e la burocrazia: la bella storia di due giovani calciatori albanesi

Due fratelli albanesi sono arrivati a Rimini da bambini e si sono integrati grazie al pallone

A cura di Riccardo Giannini Redazione
22 ottobre 2024 14:34
Il Comune di Rimini batte la Fifa e la burocrazia: la bella storia di due giovani calciatori albanesi - REPERTORIO
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Una bella storia di integrazione grazie al calcio, nel comune di Rimini, viene raccontata dall’assessore del Comune Kristian Gianfreda. I protagonisti sono due fratelli albanesi, 17 e 18 anni, arrivati a Rimini prima di compiere il decimo anno di età, nel 2019, e cresciuti in una comunità per minori senza genitori.

Fin da piccoli hanno mostrato una spiccata propensione per il pallone, così sono entrati a far parte di un settore giovanile, ricoprendo i ruoli di difensore e attaccante, fino alla possibilità di partecipare, con la Polisportiva Stella, a un torneo in Spagna, a Barcellona.

Tutto sembrava arenarsi di fronte alla solita burocrazia: la mancanza di documenti necessari per il tesseramento, complicata dall’assenza delle firme da parte dei genitori. Dopo varie peripezie procedurali la risposta è stata negativa, anche da parte della Fifa che, interpellata dalla Figc, ha rigettato la possibilità ai due di procedere con il tesseramento, sollevando delle preoccupazioni intorno al tema della manipolazione nei trasferimenti internazionali per la compravendita di calciatori minori.

Ma a questo punto, racconta l’assessore, sono scesi in campo gli uffici comunali di Rimini: “Hanno fatto la differenza”, spiega Gianfreda.

“Con determinazione – racconta Gianfreda – il personale comunale, in collaborazione con la Figc di Roma, ha esplorato altre vie legislative e sondato tutte le norme, arrivando infine a una soluzione per l’ottenimento delle tessere. La risposta è arrivata con una specifica legge di bilancio 2018 che si applica a tutti i calciatori minorenni sopra i 10 anni non italiani che siano iscritti da almeno un anno alla data del tesseramento ad una qualsiasi classe dell’ordinamento scolastico italiano”.

Così i due fratelli non solo hanno partecipato al torneo in Spagna, ma successivamente sono stati convocati anche per un’analoga competizione in Croazia.

“Una passione, quella per il calcio, che i due fratelli continuano a portare avanti ancora oggi nonostante siano entrambi impegnati con il lavoro, evidenziando come lo sport sia un veicolo di integrazione sociale e come l’attenzione e il lavoro delle istituzioni possa contribuire alla realizzazione dei sogni e desideri. Come ha rivelato il loro stesso educatore, il calcio ha salvato la loro la vita, perché tolti da eventuali rischi e contesti di disagio“, chiosa l’assessore riminese.

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