Il Duomo barocco che nasconde qualcosa di sorprendente: il campanile emiliano dalla storia insolita
Scopri la Cattedrale di Cervia: storia barocca, segreti del sale e una curiosità poco nota custodita dietro l’altare maggiore.

Un gioiello barocco nel cuore della città del sale
Nel cuore del centro storico di Cervia, in Emilia-Romagna, sorge la maestosa Cattedrale di Santa Maria Assunta, più nota come Duomo di Cervia. Questo edificio, eretto tra il 1699 e il 1702, fu voluto dal vescovo Francesco Riccamonti per dare una nuova identità religiosa e urbana alla città rinata dopo lo spostamento dal sito originario, avvenuto a causa delle condizioni malsane create dalle antiche saline medievali e dalla malaria che affliggeva la popolazione. Il progetto fu affidato a Francesco Fontana, figlio del celebre architetto Domenico Fontana, figura di spicco dell’architettura barocca romana.
Costruita in mattoni a vista e impreziosita da inserti in pietra d’Istria, la Cattedrale si impose subito come il fulcro spirituale e sociale della nuova Cervia. La facciata è sobria ma solenne: tre portali scandiscono l’ingresso e conducono lo sguardo verso il timpano triangolare, tipico dell’architettura barocca del periodo. All’interno, la struttura a tre navate è scandita da colonne corinzie e impreziosita da decorazioni in stucco e altari laterali che ospitano tele del XVII secolo attribuite a maestri dell’ambiente bolognese e romagnolo, tra cui Guido Cagnacci e pittori gravitanti attorno alla scuola dei Carracci. Questo connubio tra arte locale e influssi emiliani rende la Cattedrale un esempio unico nel panorama architettonico della costa adriatica.
Legami col “oro bianco” e un altare dalla storia insolita
La storia della Cattedrale è inscindibile dal sale di Cervia, celebre come “oro bianco” per la sua purezza e il valore economico che ebbe per secoli. Fin dal Medioevo, la vita della comunità cervese ruotava attorno alle saline: il vescovado ne traeva gran parte delle entrate e il sale divenne un simbolo di identità civica. Questa connessione si riflette anche nell’arte sacra: dietro l’altare maggiore è custodita una capsula reliquiaria contenente grani di sale benedetto, un dettaglio poco noto ma di grande valore simbolico. Rappresenta l’unione tra la spiritualità cristiana e il lavoro quotidiano dei salinari, che per generazioni hanno modellato il paesaggio e la vita economica della città.
Un altro elemento singolare è il campanile in laterizio, progettato per slanciarsi verso il cielo ma rimasto incompiuto: la mancanza della guglia superiore, dovuta probabilmente a vincoli economici e difficoltà costruttive, conferisce alla torre un profilo inconfondibile, diventato parte integrante del paesaggio urbano cervese. Questo dettaglio architettonico è talmente caratteristico che oggi il campanile viene considerato un simbolo d’identità visiva della città.