Il futuro del turismo in Riviera? Riscoprire la vera romagnolità
Un esempio arriva dall’Hotel St. Moritz di Bellaria Igea Marina, dove la tradizionale ospitalità romagnola incontra la modernità
Forse sarà proprio la romagnolità a salvare il turismo della Riviera. Non i format internazionali replicati in ogni parte del mondo, non gli alberghi senza identità e neppure le proposte costruite inseguendo mode passeggere. A fare la differenza saranno sempre di più le strutture capaci di raccontare il territorio, le sue tradizioni, la sua cucina e quel modo unico di accogliere che ha reso famosa la Romagna.
Un esempio arriva dall’Hotel St. Moritz di Bellaria Igea Marina, una delle strutture più apprezzate della località, dove la tradizionale ospitalità romagnola incontra la modernità senza perdere le proprie radici. Il momento più atteso dagli ospiti è la “Serata Romagnola”, un vero evento che trasforma l’albergo in un piccolo ombelico della Romagna.
Turisti italiani e stranieri si ritrovano attorno ai tavoli per assaporare verdure di stagione, formaggi e salumi tipici, prima di passare ai piatti simbolo della cucina locale. Protagoniste assolute sono le tagliatelle al ragù, rigorosamente preparate in casa dalla brigata guidata dallo chef Giuseppe Nappi. Uova, farina e mattarello diventano gli strumenti di un rito antico, seguito personalmente dallo chef, che restituisce agli ospiti il sapore della pasta fatta come una volta.
Poi arrivano la carne alla griglia, le costine e le salsicce fumanti, da condividere con la famiglia e con gli amici. Anche i vini parlano romagnolo: Sangiovese e Trebbiano accompagnano una cena costruita attorno a materie prime selezionate e, per quanto possibile, provenienti dal territorio.
Non si tratta soltanto di mangiare bene. La “Serata Romagnola” diventa un’esperienza identitaria, un momento di festa e di partecipazione che i turisti attendono e vivono come uno degli appuntamenti più importanti della vacanza. A fare da sottofondo ci sono il liscio, le canzoni di Casadei e quel patrimonio musicale capace ancora oggi di raccontare una terra allegra, popolare e accogliente.
È questo il turismo che può avere un futuro: un turismo che non imita, ma valorizza; che non nasconde le proprie radici, ma le trasforma in un punto di forza. “Gli ospiti non cercano soltanto una camera, una piscina o un servizio efficiente. Cercano qualcosa che non potrebbero trovare altrove”, spiegano i gestori Klodian e Tina che hanno compreso fino in fondo questa esigenza.
Dopo la cena, la serata può continuare nel segno della tradizione oppure cambiare ritmo attorno alla grande piscina illuminata, la più ampia tra quelle degli alberghi di Bellaria Igea Marina. Qui gli ospiti ascoltano musica, conversano e assaporano i cocktail preparati dalle bar lady nel bar all’aperto.
Tradizione e contemporaneità convivono senza contraddirsi. La modernità non cancella la Romagna, ma la rende ancora più attrattiva. Ed è probabilmente questa la strada da seguire: meno modelli standardizzati e più turismo identitario, meno offerte intercambiabili e più esperienze legate al territorio. Perché la Riviera continuerà a essere competitiva soltanto se saprà restare se stessa. E, alla fine, potrebbe essere davvero la romagnolità a salvarci.
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