Il vivaio di comunità di Novafeltria e il cantiere creativo di Villa Verucchio: nasce una rete per giovani
La Valmarecchia "laboratorio" d'avanguardia per l'inclusione
Non più solo assistenza, ma una vera e propria officina di futuro che sta trasformando la Valmarecchia in un laboratorio d'avanguardia per l'inclusione dei più piccoli. Entra nel vivo la fase operativa del piano straordinario per la modernizzazione e qualificazione dei sistemi di protezione sociale, la sfida lanciata dall'Unione di Comuni Valmarecchia per abbattere le barriere geografiche e sociali tra le aree montane e i centri urbani. L'investimento complessivo, che supera i 226.000mila euro grazie ai fondi regionali appositi (circa 200mila euro) e alle risorse dell’Unione (26mila euro), garantisce un welfare di prossimità che accompagnerà le famiglie con interventi concreti per i prossimi due anni, fino al 31 dicembre 2027.
Il progetto si conferma un pilastro nel contrasto alla povertà educativa attraverso servizi gratuiti di cui la comunità sta già usufruendo capillarmente sul territorio. L’obiettivo resta quello di garantire a tutti i bambini e ragazzi residenti nei comuni di Poggio Torriana, Verucchio, San Leo, Novafeltria, Talamello, Maiolo, Montecopiolo, Pennabilli, Casteldelci e Sant'Agata Feltria un accesso paritario a opportunità formative di alta qualità, con un occhio di riguardo per chi vive situazioni di disabilità o fragilità.
A Novafeltria, il progetto prende vita nel "Vivaio di Comunità", un innovativo centro di aggregazione nato dalla rigenerazione di spazi pubblici strategici, situato nei pressi della Biblioteca comunale. In questo hub propulsore, curato dal Centro Zaffiria, la biodiversità non è solo un concetto ambientale, ma un valore sociale: il centro ospita atelier di formazione curati da esperti internazionali, dove i ragazzi sperimentano le discipline Steam (approccio educativo che integra Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arti e Matematica) attraverso un approccio che integra scienza, tecnologia, ingegneria, arti e matematica.
Più che semplici lezioni, i partecipanti sono coinvolti in laboratori pratici (attivi fino a giugno) in cui la materia organica, come la terra, viene esplorata attraverso i sensi e strumenti digitali. L'uso di microscopi digitali, tablet e proiezioni interattive permette di studiare e proteggere l'ambiente, trasformando l'osservazione scientifica in narrazione creativa. Durante il periodo estivo, il Vivaio potenzia la sua offerta trasformandosi in una scuola estiva per adolescenti: un'alternativa educativa d'eccellenza che combatte l'isolamento geografico e stimola attivamente il talento dei giovani della vallata.
A Verucchio, il concetto di area gioco è stato rivoluzionato attraverso il "Playground". Non un semplice parco, ma un cantiere creativo permanente di arte partecipata. In questo spazio, le famiglie non sono semplici spettatori, ma protagonisti: attraverso cicli di laboratori, genitori e figli collaborano con artisti e professionisti per progettare e costruire fisicamente installazioni e strutture ludiche. Questo processo trasforma l’area gioco in un bene comune vivo, dove l'espressione artistica diventa lo strumento principale per favorire l'integrazione, specialmente per i minori che vivono situazioni di fragilità o disabilità, abbattendo le barriere attraverso il fare comune.
Per garantire che nessun comune resti escluso, il progetto si muove su ruote con l' "Atelier Itinerante". Questo percorso attraversa capillarmente Poggio Torriana, San Leo, Talamello, Maiolo, Montecopiolo, Pennabilli, Casteldelci e Sant'Agata Feltria, portando laboratori di creazione partecipata direttamente nelle scuole e nelle piazze. L'Atelier mette a disposizione kit digitali e materiali naturali per realizzare opere collettive, attivando una rete che coinvolge insegnanti, operatori culturali e cittadini. È un servizio che annulla le distanze fisiche, portando l'innovazione tecnologica e la sensibilità ambientale anche nelle frazioni più distanti, rendendo la cultura e la sperimentazione un diritto accessibile a chilometro zero.
Questa strategia di innovazione sociale nasce per offrire risposte concrete alle sfide dei territori montani, dove il rischio di isolamento può limitare le opportunità di crescita rispetto ai grandi centri urbani. Il progetto non si configura come una semplice assistenza quotidiana, ma come un’azione mirata a colmare il divario esperienziale, portando in vallata percorsi di alta qualità che normalmente non farebbero parte del vissuto dei ragazzi. Attraverso questa "officina di futuro", l'Unione dei Comuni della Valmarecchia trasforma i borghi in laboratori a cielo aperto, dove la collaborazione con il Terzo Settore permette di attivare risorse creative e tecnologiche d'avanguardia per sostenere i percorsi di crescita di ogni bambino e adolescente.
“Questo progetto rappresenta un pilastro fondamentale per la nostra Strategia d'Area”, dichiara Elena Vannoni, vicesindaca di Novafeltria con delega ai Servizi sociali. “Vivere in un territorio collinare o montano non deve significare avere meno opportunità: il nostro obiettivo è proprio quello di compensare le distanze geografiche portando qui esperienze innovative che aprano la mente e arricchiscano il bagaglio personale dei nostri ragazzi. Vogliamo trasformare la Valmarecchia in un luogo dove l’arte, il digitale e la natura diventano strumenti per superare le fragilità educative, offrendo ai più giovani la possibilità di misurarsi con linguaggi nuovi e sperimentazioni inedite, capaci di stimolare una consapevolezza diversa e di fornire loro gli strumenti per immaginare, con fiducia, il proprio domani”.
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