Imprese agricole al centro, Coldiretti Rimini apre il ciclo di incontri territoriali 2026
Dialogo con il territorio per un’agricoltura sostenibile e competitiva
Ha preso il via anche nella provincia di Rimini il ciclo di incontri territoriali Coldiretti 2026, un appuntamento ormai consolidato che rappresenta uno dei momenti centrali dell’attività sindacale dell’organizzazione. L’obiettivo è rafforzare il confronto diretto con le imprese agricole, raccogliere esigenze e criticità dal territorio e costruire proposte concrete da portare all’attenzione delle istituzioni, a livello locale, nazionale ed europeo.
Il primo incontro si è svolto con un’ampia partecipazione di soci, lunedì 26 Gennaio a Morciano di Romagna, confermando l’interesse e il bisogno di dialogo espresso dalle aziende agricole riminesi. Il percorso proseguirà nelle prossime settimane coinvolgendo i comuni della provincia di Rimini, dalla fascia costiera all’entroterra, per garantire una presenza capillare e un ascolto reale di tutte le realtà produttive.
«Questi incontri – sottolinea il presidente di Coldiretti Rimini Guido Cardelli Masini Palazzi – sono uno strumento fondamentale per rimettere al centro le imprese agricole, partendo dalle problematiche quotidiane per arrivare a costruire una visione comune. Solo dall’ascolto del territorio possono nascere proposte efficaci e credibili, capaci di incidere realmente sulle politiche agricole».
Agli incontri partecipano il presidente Cardelli Masini Palazzi, il direttore Alessandro Corsini, il vicedirettore Giorgio Ricci, insieme ai tecnici e funzionari di Coldiretti, ai segretari di zona e ai responsabili dei vari servizi. Il confronto affronta temi di stretta attualità per le aziende agricole: l’andamento dei prezzi e la tenuta del reddito, la competitività delle filiere, i danni causati dalla fauna selvatica, le difficoltà legate alla burocrazia e ai tempi dei pagamenti, il costo delle assicurazioni, l’accesso al credito, oltre all’analisi della nuova legge finanziaria e agli aspetti legati alla sicurezza sul lavoro.
Accanto alle questioni locali, gli incontri rappresentano anche un momento di informazione e condivisione sulle battaglie che Coldiretti sta portando avanti a livello europeo, in un contesto sempre più complesso per il settore agricolo. Le scelte dell’Unione Europea e gli accordi commerciali internazionali hanno infatti un impatto diretto sulla sostenibilità economica delle imprese e sulla tutela delle produzioni.
Coldiretti è impegnata da mesi in una forte mobilitazione contro la concorrenza sleale derivante dall’importazione di prodotti che non rispettano gli stessi standard di sicurezza alimentare, ambientale e sociale imposti agli agricoltori europei. Le manifestazioni e le iniziative sindacali hanno acceso i riflettori sulla necessità di controlli più rigorosi su carne, riso, pesticidi e ormoni e sull’assenza del principio di reciprocità negli accordi di libero scambio, a partire da quello con il Mercosur.
La mobilitazione culminata a Strasburgo ha ribadito la richiesta di Coldiretti: regole uguali per tutti e stop agli accordi che mettono a rischio la competitività delle imprese agricole europee. L’organizzazione chiede con forza che l’Unione Europea garantisca tracciabilità, tutela della salute, rispetto dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori per tutti i prodotti immessi sul mercato comunitario.
All’interno di questo quadro si inserisce anche l’impegno di Coldiretti per la difesa del made in Italy agroalimentare, contrastando fenomeni di omologazione e cibo artificiale e valorizzando la qualità, la sicurezza e l’identità delle produzioni agricole italiane. Il riconoscimento dell’UNESCO alla cucina italiana rafforza ulteriormente il valore culturale ed economico del cibo come elemento distintivo del nostro Paese.
Nel corso degli incontri territoriali, inoltre, sono affrontate questioni di grande impatto sociale e generazionale, quali: le opportunità per i giovani in agricoltura; la semplificazione delle normative europee e nazionali; la PAC e il suo ruolo nella sostenibilità economica delle aziende ma soprattutto l’annuncio sui 10 miliardi in più per gli agricoltori italiani sulle risorse destinate alla Pac 2028-2034, che arriva grazie al ruolo determinante svolto dal Governo italiano e dal ministro Lollobrigida che risponde alle richieste avanzate da mesi dalla Coldiretti anche attraverso diverse mobilitazioni in Italia e in Europa. Si tratta di un miliardo in più in confronto alla programmazione attuale, con un netto passo indietro rispetto al folle tentativo della Von der Leyen di tagliare fondi agli agricoltori; nonché le strategie per valorizzare filiere e territori e i provvedimenti addottati per coinvolgere tutte le amministrazioni comunali a sostenere l’iniziativa e intraprendere le conseguenti azioni politiche affinché sia modificata la disciplina sull’origine riportata dal codice doganale. È fondamentale infatti, escludere dall’ambito di applicazione del codice doganale i prodotti agricoli e alimentari e, conseguentemente, prevedere quale esclusivo criterio di individuazione dell’origine del cibo, l’indicazione del luogo di provenienza, avendo come obiettivo generale quello di garantire la trasparenza e la corretta informazione ai consumatori.
Coldiretti Rimini conferma così la propria volontà di costruire un’azione sindacale fondata sulla partecipazione e sul confronto, nella convinzione che solo attraverso il dialogo con i soci e il territorio sia possibile difendere un modello di agricoltura sostenibile, competitiva e capace di garantire futuro alle imprese.
Il calendario degli incontri proseguirà coinvolgendo progressivamente tutti i comuni della provincia. Per informazioni sulle prossime tappe e sulle modalità di partecipazione è possibile rivolgersi agli uffici di Coldiretti Rimini o consultare i canali ufficiali dell’organizzazione.
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