Indino e la sua battaglia contro i Chiringuitos: "Deluso dal silenzio. Legalità non rispettata"
Chiringuitos e serate danzanti, il duro attacco di Indino: "Amministrazioni e forze dell'ordine, imbarazzato dai loro silenzi
“Sono stanco, deluso e anche imbarazzato dal silenzio delle amministrazioni del territorio, delle forze dell’ordine e anche delle autorità d’igiene pubblica, a cui mi sono rivolto implorando controlli sulla spiaggia presso alcune strutture di fatto abusive, che ospitano la sera migliaia di persone senza i minimi requisiti di sicurezza e igiene”.
Gianni Indino, presidente Confcommercio Rimini, torna ad attaccare sul tema Chiringuitos in spiaggia, paragonando la sua battaglia a quella di Don Chisciotte contro i mulini a vento.
“Ancora una volta mi sento preso in giro e rabbrividisco ogni mattina al pensiero che i nostri figli e i nostri nipotini giochino sulla spiaggia con palette e secchielli dove qualche ora prima migliaia di persone sono state a bere e a ballare senza avere a disposizione toelette dove espletare i propri bisogni fisiologici”, evidenzia Indino che non si capacita dell’indifferenza verso un fenomeno “che crea danni alla città”, partendo “dallo svuotamento dei viali del passeggio e del commercio tradizionale, che già soffre in maniera evidente e adesso la sera non beneficia più nemmeno del rientro delle persone dalla spiaggia, perché dalla spiaggia non si rientra più fino a notte fonda”.
Un’ulteriore criticità è individuata “dall’invasione dei motorini” al Parco del Mare, sui marciapiedi e sulle strisce, mezzi usati per raggiungere la spiaggia.
“Se non si rispetta la legalità si opera nell’abusivismo – riprende il filo del discorso Indino – si tratta di luoghi non controllati e non autorizzati, lasciati alla sorte augurandosi che non accada niente e quando qualcosa accade, come risse, furti e furtarelli, non vengono nemmeno raccontati. Conviene a qualcuno?“, si domanda il presidente di Confcommercio Rimini.
I chiringuitos e le serate danzanti, ribadisce Indino, sono concorrenza sleale agli imprenditori “seri, anzi eroi, che si trovano davanti mille paletti e prescrizioni, persino all’obbligo di far fronte a situazioni che vanno oltre agli adempimenti standard per la sicurezza e l’igiene“.
“Penso alle richieste aggiuntive di personale e servizi di ambulanza e di vigili del fuoco – sottolinea – mentre agli altri, sulla sabbia, nulla è richiesto. Loro investono e rischiano soldi, tempo e famiglia perché credono nella propria attività e lo fanno bene, aggiungendo qualità e attrattività alla Riviera, richiamando centinaia di migliaia di ragazzi grazie ad un’offerta di alto livello e cartelloni con artisti di fama internazionale”.
Indino elogia i gestori dei locali, citando Cocoricò, Space, Altromondo, Peter Pan, Villa delle Rose, Beach Arena, Baia Imperiale. “Dovrebbero essere ringraziati ogni giorno – attacca Indino – invece non si interviene nemmeno sulla concorrenza sleale”.
“In spiaggia ormai siamo arrivati al momento della svolta non più prorogabile, con la direttiva Bolkestein e i bandi per le concessioni demaniali pronti ad essere predisposti. Si prenda evidenza che nel contratto concessorio per il demanio, se non si rispettano le regole e gli accordi sull’operatività degli stabilimenti balneari uscendo dalle linee guida, la concessione può essere ritirata. Sarà dura rinunciare ad incassi serali da oltre 50mila euro, ma non per questo tutto può essere giustificabile, anche l’illegalità nel suo complesso. Qui di legale continua a non esserci nulla. Vedremo più avanti”, chiosa Indino.
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