Irrompe al Sert con il coltello, cade accusa di tentata rapina: "Minacce? Solo di aprire l'armadietto dei farmaci"
Il 40enne ucraino, arrestato martedì, è stato scarcerato
È stato scarcerato il 40enne ucraino, domiciliato nella Perla Verde e difeso dall'avvocato Massimiliano Orrù, che martedì, intorno alle 13, ha seminato lo scompiglio al Sert di Riccione. L'uomo, che sta seguendo un percorso di recupero dalla tossicodipendenza, è entrato nella struttura, estraendo un coltellino svizzero per farsi consegnare una quantità di metadone superiore a quella quotidiana.
Di fatto, secondo quanto ricostruito stamani in Tribunale, l'uomo doveva ancora ritirare la dose quotidiana del potente analgesico: il ritiro era previsto per le 14, alla riapertura degli ambulatori. L'accusa principale a carico del 40enne arrestato era la tentata rapina, considerate le minacce e l'uso di un coltello, ma anche il porto d'armi e oggetti atti ad offendere, nonché l'oltraggio a pubblico ufficiale, per una frase irriguardosa rivolta ai Carabinieri intervenuti sul posto, a seguito della chiamata del personale del Sert, che si è chiuso in una stanza, al piano superiore, temendo gesti inconsulti da parte dell'uomo. Questi era in un incontestabile stato di agitazione, motivato, ha spiegato poi il diretto interessato davanti al giudice, da una crisi di astinenza.
Le dichiarazioni rese da un medico e da un'educatrice, entrati in contatto con il 40enne, hanno alleggerito il quadro a suo carico: in particolare uno dei due ha riferito che il coltellino è stato estratto, ma l'unica minaccia è stata quella, in sostanza, di scardinare il lucchetto della porta della stanza in cui sono conservati i farmaci. Il Giudice ha affermato quindi l'insussistenza della tentata rapina e ha scarcerato il 40enne.
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