La guerra pesa sul turismo, ma Rimini fiduciosa: "In Europa si sceglieranno mete vicine, Italia tra queste"
Prenotazioni extra Ue destinate a calare, ma quelle di turisti europei potrebbero aumentare. Preoccupa il turismo nazionale
Impennata dei prezzi, ma non solo: la guerra in Medio Oriente rischia di incidere, in Italia, sulle prenotazioni alberghiere da parte dei turisti extra Unione Europea. L'allarme lo ha lanciato Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi nazionale, in vista di Pasqua e dei ponti delle festività di Primavera. Le grandi città d'arte sarebbero già state colpite, con significative percentuali di alberghi colpiti dal calo prenotazioni.
A Rimini le preoccupazioni, sotto questo punto di vista, sono minori, anche perché la percepita insicurezza globale potrebbe spingere gli europei a scegliere mete più vicine e l'Italia, la Riviera in particolare, potrebbe essere tra quelle più ambite. È quanto rileva Patrizia Rinaldis, presidente di Federalberghi Rimini: "Come la storia recente insegna, auspico che si possa preferire una meta turistica come quella di Rimini, rispetto a località che richiedono di prendere un aereo o che in questo momento non danno senso di sicurezza". Le conseguenze del conflitto in Medio Oriente che preoccupano sono quelle legate ai rincari del costo della vita: "Non sappiamo in realtà come evolverà il conflitto. L'aumento dei costi, soprattutto quelli energetici, che ricadono su tutta la filiera, è una preoccupazione perché molti prezzi sono già stati fatti, quindi se ne sobbarcheranno gli imprenditori", rileva Patrizia Rinaldis. Poi c'è la questione del turismo nazionale. La Riviera e Rimini hanno registrato un calo di turisti italiani e ora l'inflazione, il caro bollette e il caro spesa costringono inevitabilmente le famiglie a tagliare il non indispensabile. Quindi la stagione estiva 2026 può essere un successo o un insuccesso a seconda del traino del turismo estero o al calo del turismo nazionale. Poi c'è un'altra questione aperta. I dati turistici parlano di una crescita di arrivi e presenze, ma qualche addetto ai lavori ha evidenziato che questi dati non tengano conto della minor redditività prodotta sul territorio. Ci sono più turistici perché il low-cost attira, ma il low-cost abbassa la qualità dell'offerta turistica, e in prospettiva futura questo può essere determinante in negativo. Lo stesso sindaco ha invitato i privati a riqualificare per rendere più qualitativa l'offerta turistica. "Il reddito sarà ulteriormente eroso per questa nuova crisi energetica. Ma la chiave per uscire dal prezzo basso è quella della riqualificazione: ci permette di attirare target di turisti alto-spendenti. Questo è il momento. C'è paura, non si sa come evolverà la stagione o come sarà il domani. Ma è indispensabile alzare il livello qualitativo", rileva Rinaldis. Che chiede anche al Comune di fare la sua parte, con maggiori controlli: "I nostri operatori vanno tutelati. Ci sono alberghi moderni, ristrutturati, vicino a strutture fatiscenti, che passano di mano continuamente". Da una parte queste strutture abbassano la qualità dell'offerta turistica riminese, dall'altra fanno concorrenza sleale. "Io devo vendere sul mercato un territorio bello e ristrutturato", chiosa Rinaldis.
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