Parola a Confcommercio

La pandemia li ha resi indispensabili: "Dehors? Risorsa fondamentale anche nel Riminese"

Denis Preite: “I dehors sono una risorsa per le imprese, per città più vive e sicure e sono un valore per tutta la comunità"

06 novembre 2026 14:56
La pandemia li ha resi indispensabili: "Dehors? Risorsa fondamentale anche nel Riminese" - Denis Preite
Denis Preite
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“I dehors sono una risorsa fondamentale non soltanto per i pubblici esercizi, ma per le nostre città. Rendono i locali e i quartieri più attrattivi, migliorano la qualità dell’accoglienza e contribuiscono a creare luoghi di socialità e più sicurezza. Quando progettati e gestiti correttamente sono un’opportunità per rendere quello spazio più vivo, curato e fruibile". Così Denis Preite, presidente di Fipe Confcommercio della Provincia di Rimini, sul tema Dehors.

"La pandemia ha cambiato radicalmente le abitudini delle persone. Cittadini e turisti chiedono sempre più spesso di poter vivere gli spazi esterni durante tutto l’anno, anche nella stagione fredda. È un’esigenza concreta, che raccogliamo quotidianamente e alla quale riteniamo giusto rispondere. Soprattutto in un territorio a forte vocazione turistica come il nostro, gli spazi all’aperto sono diventati parte integrante della qualità dell’offerta”, le parole di Preite.

Per Fipe Confcommercio, la valorizzazione dei dehors deve andare di pari passo con il rispetto dell’identità dei luoghi: “Siamo i primi a volere dehors belli, ordinati, accessibili a tutti, con arredi adeguati e strutture a norma, capaci di inserirsi armoniosamente nel contesto urbano, a maggior ragione nei centri storici. Le piazze e le strade sono patrimonio di tutti e devono restare fruibili. Ma un dehors ben progettato valorizza uno spazio pubblico e non lo impoverisce. E i pubblici esercizi, con la loro presenza, le luci e la frequentazione anche serale, rappresentano un presidio di sicurezza e un importante argine al degrado. Dove c’è vita, c’è anche maggiore cura della città”.

In quest’ottica, Fipe Confcommercio accoglie con favore lo schema di riordino delle concessioni di suolo pubblico approvato in via preliminare pochi giorni fa dal Consiglio dei Ministri, che prevede procedure più snelle per le autorizzazioni culturali e paesaggistiche, con un termine di 45 giorni e il silenzio assenso: “È un segnale positivo per le imprese, che hanno bisogno di certezze e tempi ragionevoli per investire. Altrettanto importante è la possibilità di definire criteri condivisi su materiali, colori e arredi: la tutela del patrimonio storico e la vitalità economica non sono obiettivi contrapposti”.

Preite richiama infine la necessità di distinguere chiaramente le attività di somministrazione da quelle di vendita alimentare e artigianale: “I dehors attrezzati per la somministrazione devono essere riservati ai pubblici esercizi regolarmente abilitati, come ad esempio bar, pub, ristoranti. Non possiamo equiparare il consumo immediato appannaggio di attività artigianali e commerciali alla somministrazione vera e propria. Bar e ristoranti rispettano specifici obblighi amministrativi, igienico-sanitari e fiscali: consentire ad altre attività di offrire di fatto lo stesso servizio, senza i medesimi requisiti, crea disparità, concorrenza sleale e ulteriori spazi pubblici occupati".

"Servono regole omogenee e controlli coerenti. Non si tratta di scegliere tra bellezza, fruibilità e attività economiche - conclude Preite - ma di farle convivere. Il nostro obiettivo è avere dehors capaci di valorizzare i locali e contribuire alla qualità degli spazi urbani. Una città accogliente, frequentata e sicura è una città che appartiene davvero a tutti”.

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