La piccola pesca fa squadra: nasce a Rimini la rete regionale dei pescatori
La costituzione della rete è stata formalizzata a Rimini, nella sede della Cooperativa Lavoratori del Mare, con la firma dell’atto da parte di 32 soci
È nata ufficialmente ieri la Rete della Piccola Pesca Costiera dell’Emilia-Romagna, una nuova importante realtà che per la prima volta mette insieme e dà una rappresentanza unitaria alle imprese e ai pescatori che praticano la piccola pesca lungo tutta la costa regionale, da Porto Garibaldi a Cattolica.La costituzione della rete è stata formalizzata a Rimini, nella sede della Cooperativa Lavoratori del Mare, con la firma dell’atto da parte di 32 soci (25 anni il più giovane). Presenti, fra gli invitati, i rappresentanti di Legacoop Romagna ed Emilia-Romagna, i direttori delle cooperative Casa del Pescatore di Cattolica, Lavoratori del mare di Rimini e Casa del Pescatore di Cesenatico, e l'assessore alla blue economy del Comune di Rimini Anna Montini.Il numero degli associati alla rete è già destinato a crescere: sono infatti in arrivo ulteriori richieste di adesione che porteranno a riunire oltre 40 pescatori e a rappresentare circa 50 imbarcazioni lungo la costa emiliano-romagnola.La piccola pesca costiera rappresenta una delle espressioni più tradizionali della marineria dell’Adriatico. È un’attività artigianale esercitata generalmente entro le 12 miglia dalla costa, attraverso l’utilizzo di attrezzi fissi e selettivi, non trainati, come nasse, cestini, bertovelli e reti da posta.Si tratta di un mestiere a basso impatto ambientale, strettamente legato alle caratteristiche dei fondali e delle risorse locali, ma anche a un patrimonio di conoscenze, tradizioni e competenze tramandate nel tempo. Una componente importante dell’economia delle marinerie emiliano-romagnole, che contribuisce a mantenere vive le comunità costiere e il rapporto storico tra i territori e il mare.La nascita della Rete risponde innanzitutto all’esigenza di unire le forze delle imprese che praticano questa attività, superando la frammentazione e costruendo uno spazio comune di confronto e rappresentanza. L’obiettivo è dare maggiore voce a un mestiere che presenta caratteristiche e problematiche specifiche, mettendo in comune esperienze, esigenze e proposte.Accanto alla rappresentanza unitaria, la Rete punta inoltre a condividere servizi, informazioni e strumenti utili ai pescatori, favorendo la collaborazione tra le diverse realtà della costa e una maggiore capacità di affrontare insieme le sfide che interessano il settore.“È un momento storico: è la prima volta che in Emilia-Romagna viene costituita una rete con la finalità di dare voce a un settore finora frammentato - spiega il promotore e presidente Davide Vasini, 36 anni -. La Rete si propone come un punto di riferimento per la piccola pesca costiera regionale, con l’ambizione di rafforzare il ruolo dei pescatori nei confronti delle istituzioni e degli altri soggetti della filiera, valorizzando al tempo stesso le peculiarità di un’attività artigianale profondamente radicata nelle marinerie dell’Emilia-Romagna"."La nascita della Rete è un passaggio importante - sottolinea - perché per la prima volta mettiamo attorno allo stesso tavolo una parte significativa della piccola pesca costiera emiliano-romagnola. Partiamo da 44 soci, auspichiamo che continueranno ad aderire nuovi pescatori, molti si stanno già informando per entrare. È un segnale della volontà di fare squadra, diventare un punto di riferimento unico, e di dare al nostro mestiere una voce più forte e riconoscibile".
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